Il fascio littorio sulla fontanina di Alezio torna ‘grigio’. Il Sindaco: “equivoco chiarito”

Equivoco risolto dopo le polemiche: il fascio littorio color oro dell’antica fontanina dell’Acquedotto Pugliese di Alezio è tornato grigio.

Quante polemiche sta sollevando l’antica fontanina dell’Acquedotto Pugliese, restaurata dall’amministrazione comunale di Alezio, grazie ad alcuni volontari del Comitato 4 novembre. A far discutere è il “classico” fascio littorio, colorato in oro, che ricorda il periodo in cui sono state costruite. Nel tempo, la “cape de firr” sono diventate il simbolo del riscatto di un’intera popolazione, da sempre in lotta con la scarsità di risorse idriche. Eppure, quel simbolo fascista ha fatto storcere il naso ad Antonio Ventura, Presidente dell’Anpi, (Associazione nazionale partigiani italiani) di Gallipoli, che ha preso carta e penna per scrivere una lettera al primo cittadino per chiedere lumi sul motivo per cui si è scelto di tinteggiare il simbolo della fontanina di via del Santuario, rendendolo «oltremodo evidente»

«Mettere in risalto tale simbolo – sostiene Ventura – riporta ad un periodo buio della storia d’Italia, soprattutto oggi, in un contesto di recrudescenza nazionale degli episodi di intolleranza e violenza fascista, da parte di organizzazioni politiche di estrema destra». Insomma, anche se il restauro è stato fatto in buona fede, secondo il Presidente dell’Anpi, potrebbe essere interpretato come una «provocazione e una istigazione indiretta alla riorganizzazione del partito fascista».

Insomma, per evitare polemiche e interpretazioni distorte, Ventura ha invitato il Sindaco a rimuovere l’oro e ‘ripristinare’ la fontana nella sua colorazione originaria. Cosa che è stata fatta. Ora il fascio littorio è ‘grigio’, come il resto della fontana, inaugurata ieri sera, il 29 luglio.

«Nemmeno sapevo che la cerimonia è capitata il giorno della nascita di Mussolini, polemiche inutili come per la fontana il cui restauro non era ancora terminato quando la foto è finita sui social. Si doveva criticare ad opera compiuta, non a metà» ha dichiarato il primo cittadino Barone.

«Condivido la lettera di Anpi, anche se sono convinta che sia stata fatta dall’amministrazione in buona fede, ma ritendo che queste cose non si debbano assolutamente sottovalutare in un periodo storico in cui c’è una recrudescenza di episodi violenti. È stata una sbadataggine grave» Paola De Mitri, capogruppo dell’opposizione.

La posizione del Movimento l’Altra Italia

Nella querelle è intervenuta anche Loredana Belloni, segretario provinciale del Movimento l’Altra Italia di Lecce secondo cui quella fontana da anni nel paese è molto di più di un ‘oggetto’, è un pezzo di storia, è un bene che va tutelato come qualunque altro monumento e quindi anche restaurato.

«A questo punto – tuona – dovrebbero essere eliminati acquedotti, strade e ospedali. E tutte quelle opere o simboli che ricordano il fascimo presenti in Italia. Basti pensare, ad esempio, al mosaico raffigurante l’incontro tra il re Vittorio Emanuele III con il giovane Benito Mussolini presente alla stazione di Milano, opere che non sono state messe in discussione…». Insomma, secondo Belloni che si schiera con il sindaco Andrea Barone e con la sua scelta di restaurare la fontanina, non è un atteggiamento «dignitoso» quello di Anpi nel suo tentativo di cancellare la storia.



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