Non c’è angolo del mondo che non conosca quella scena della «Dolce Vita», quando una sensuale e bellissima Anita Ekberg, musa di Federico Fellini, invita Marcello Mastroianni ad entrare nella fontana di Trevi. Un capolavoro che non solo è entrato di diritto nella storia del cinema mondiale, ma è diventato l’icona di un’epoca, il simbolo di una città, Roma, che stava vivendo un periodo d’oro.
Quattro Oscar per miglior film straniero (La strada, Le notti di Cabiria, 8½ e Amarcord) e uno alla carriera raccontano tanto di Fefe – fumettista, sceneggiatore, ma soprattutto un maestro indiscusso dietro la macchina da presa, morto il 31 ottobre 1993 al Policlinico di Roma, stroncato da un ictus. Ma non c’è solo il successo ottenuto con i suoi lavori. È possibile scoprire Fellini anche raccontando il suo rapporto con le donne, passionale e profondo. E di Giulietta Masina, il suo più grande amore. Un legame durato 50 anni, tra i set cinematografici e le mura domestiche. Un destino che li tenne uniti fino alla fine.
Impossibile dimenticare quel «Grazie, carissima Giulietta, e per favore, smettila di piangere!» pronunciato al teatro Dorothy Pavillon di Los Angeles dopo aver ricevuto l’ambita statuetta dalle mani di Sofia Loren e di un Marcello Mastroianni visibilmente commosso.
E ancora il messaggio che scrisse alla moglie nel 1992 prima di entrare in sala operatoria per un ictus: «Ancora un bacetto prima di addormentarmi. È un grande conforto sapere che quando mi risveglierò ti vedrò vicina a me come sempre, mia adorata Giulietta. Lo so, le parole sono un po’ goffe, convenzionali, ma tu sai di essere veramente la mia vita. A tra poco amore mio, con profonda tenerezza e gratitudine».
Pochi sanno che il nome di Federico Fellini è legato al Salento da una ‘leggenda’, anche se qualcuno giura che si tratta di un episodio realmente accaduto. Si narra, infatti, che un’estate degli anni ’60 il regista riminese era atteso a Lido San Giovanni, a Gallipoli ma nello stabilimento balneare più in del Tacco dello Stivale, meta di molte star, Fellini non arrivò mai. La sua dolce metà, Giulietta Masina, lo ‘costrinse’ a visitare il Santuario di Montevergine, a Palmariggi. A differenza della moglie, devota, che si fermò in preghiera nella Chiesetta, il regista restò nella pineta, quasi incantato dalle cicale. Di quella visita ‘segreta’ non c’è traccia, non c’è testimonianza se non nel racconto di tanti anziani.