L’arcivescovo di Lecce chiude i festeggiamenti per Santa Teresa a Gallipoli


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Grande emozione ieri sera nel centro storico gallipolino, dove centinaia di persone si sono riunite insieme alla comunità delle suore carmelitane scalze per la devozione a Santa Teresa di Gesù bambino.

A presiedere la solenne concelebrazione è giunto da Lecce il metropolita, ovvero il vescovo titolare della diocesi sede di provincia ecclesiastica. Così monsignor Angelo Panzetta arcivescovo di Lecce, su invito del parroco della concattedrale di Gallipoli monsignor Pietro de Santis, ha presieduto il rito liturgico nella meravigliosa chiesa di Santa Teresa, incastonata nel cuore dell’altrettanto splendido centro storico di Gallipoli.

“Dovete essere felici – ha detto il vescovo – e sentirvi onorati per avere a disposizione ogni giorno le preghiere, la cura e l’amore delle monache. Tutti noi siamo stati adottati da loro ed è grazie al loro silenzioso lavoro quotidiano che tanti benefici vengono dispensati alle nostre esistenze.
Commovente e suggestiva la liturgia solenne al termine della quale si è svolto il rito della benedizione del fuoco in onore di Sant’Antonio Abate nella giornata a lui dedicata nel calendario cristiano.

Per le vie della città vecchia, accompagnati dal suono della banda, i fedeli hanno raggiunto la piazzetta in cui da tanti anni va in scena un’iniziativa fortemente voluta dal compianto Cosimo Perrone e oggi portata avanti dai suoi discendenti. Poche parole, la lettura del vangelo e la benedizione da parte del parroco, poi tutti insieme a condividere prodotti tipici della tradizione gastronomica locale, per festeggiare.

Ospite di riguardo della serata l’imprenditore turistico Fernando Nazaro, che prima su invito delle suore, poi su invito dei familiari di Cosimo Perrone, ha voluto condividere questo momento di grande devozione popolare. “Sono qui, ha dichiarato Nazaro, per dare la mia testimonianza di professionista, uomo d’impresa e cattolico da sempre impegnato nella promozione dei valori della nostra terra. Anche per questo mi sento onorato, non solo per l’invito che mi è stato rivolto, ma per la possibilità di dare un aiuto concreto a chi fa sempre tanto per la nostra comunità, spesso gratuitamente e senza aspettarsi nulla in cambio.”