Festival di Sanremo, vince Sal Da Vinci…e Napoli


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Il Festival di Sanremo si è tinto d’azzurro. In una finale che ha tenuto il Paese col fiato sospeso, Sal Da Vinci ha ottenuto il primo posto, trasformando il teatro Ariston nel palcoscenico di una rivincita conquistata con fatica, in un riscatto dal sapore di identità. Con il brano “Per sempre sì”, il cantautore napoletano ha sorpreso i pronostici e ha dato voce a un sentimento collettivo che ha travolto classifiche e cuori.

L’onda d’urto del televoto

In un’edizione caratterizzata da un equilibrio quasi chirurgico tra i big in gara, a fare la differenza è stato il “quinto stato” della musica: il pubblico. Il televoto, con il suo peso decisivo del 34%, ha ribaltato i pronostici della vigilia, portando Sal sul gradino più alto del podio.
Il momento della proclamazione è stato un concentrato di pura commozione. Tra le lacrime, Sal Da Vinci ha rivolto lo sguardo al cielo e poi alla sua terra: “In questo momento non capisco nulla, ma so che questo premio appartiene alla mia famiglia e alla mia Napoli. Lo condivido con chi mi ha tenuto la mano nei momenti bui, quando la luce sembrava lontana.”

Un tormentone “Popolare” e virale

“Per sempre sì” non è solo una canzone, è un fenomeno sociale. Se il successo di “Rossetto e caffè” aveva preparato il terreno, questo nuovo brano ha completato l’opera. Con una melodia immediata e una coreografia contagiosa che già da giorni impazzava nelle piazze e su TikTok, Sal è riuscito nell’impresa più difficile: unire le generazioni. Dai giovanissimi che scrollano i social ai fedelissimi della melodia tradizionale, tutti hanno detto “Sì”.

Come vincitore, Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna, dove l’anno scorso trionfò l’austriaco JJ.

Il passaggio di testimone

La vittoria di Sal Da Vinci è il trionfo della resilienza. Il trionfo è un riconoscimento a un percorso artistico coerente. L’artista ha saputo evolversi nel tempo senza rinnegare le proprie radici neomelodiche, portandole a una dimensione nazionale e popolare.

Il Festival si chiude così in bellezza, con l’ultimo atto della gestione di Carlo Conti, che prima di congedarsi ha ufficializzato il passaggio di testimone a Stefano De Martino. Una scelta che sembra tracciare una linea di continuità con questa vittoria: un’Italia che guarda al futuro senza dimenticare il calore e l’autenticità del Sud.