Merine, ai Giardini d’Atena cancelli aperti e controlli dei Vigili Urbani. Parlangeli (M5S): ‘Solo una manovra elettorale’

Dopo la sentenza del Tar, il Comune ‘si riappropria’ della strada pubblica. Ma le parole del Sindaco sulla società che gestisce la struttura turistica non sono piaciute all’opposizione: ‘Se le sarebbe potute risparmiare’

«Se qualcuno pensa che I Giardini di Atena siano terra di nessuno, si sbaglia di grosso: rimuoveremo i cancelli e restituiremo il quartiere alla comunità. Abbiamo sperato negli anni che la promessa di riqualificazione urbana rappresentata dai Giardini di Atena si realizzasse concretamente, abbiamo invece dovuto solo prendere atto del suo fallimento, societario prima e sociale poi.  Quest’ultimo manifestatosi col peggiore dei degradi urbani: il conferimento non conforme di rifiuti».

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Il sindaco di Lizzanello, Fulvio Pedone

Con queste parole dure il Sindaco di Lizzanello, Fulvio Pedone, qualche giorno fa entrava nel vivo della querelle che vede come protagonisti il primo cittadino del comune alle porte di Lecce e la società che gestisce la struttura turistica presente all’interno del quartiere alla periferia di Merine. Il tutto all’indomani della sentenza del Tar che obbliga gli imprenditori ad aprire quei cancelli – sia in entrata che in uscita – che fino ad ora hanno consentito a I Giardini d’Atena di chiudere il tratto di strada comunale che li attraversa.

Già, perché per uno strano gioco del destino la struttura è attraversata, quasi divisa a metà, da una strada di proprietà del Comune di Lizzanello. Fino ad ora due cancelli avevano consentito la chiusura di quella lingua d’asfalto, a beneficio della tranquillità dei soggiornanti, ma adesso l’Amministrazione non ne vuole più sentire e dopo varie vicende giudiziarie con la sentenza del Tar si è ripresa la strada. Cancelli aperti al traffico veicolare, dunque, anche se la battagliera amministratrice della struttura turistica, Marianna Pettograsso, annuncia ricorso al Consiglio di Stato.

A complicare la vicenda il fatto che in quella zona, oltre al polo turistico insistono anche delle palazzine private con cui sono sorte varie problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti differenziati.

Insomma tante situazioni da chiarire per quella struttura ricettiva nata a Merine intorno agli anni 2000 per offrire alloggi agli studenti universitari e poi diventata nel corso del tempo, a tutti gli effetti, location turistica con una spiccata vocazione al turismo familiare e al cicloturismo. Ma il fallimento delle società che la gestivano ha lasciato grossi pesi sulle spalle del nuovo sodalizio a cui è affidato il compito di risanarla e rilanciarla, con l’obiettivo di trovare partner di un certo livello che possano riportarla ai fasti di un tempo. Ricordiamo che siamo a Merine, a pochissimi chilometri del capoluogo e delle arterie stradali che portano in tutte le località del Salento e siamo sulla strada che conduce alle bellissime marine di Melendugno.

Il Sindaco di Lizzanello ha parlato, tuttavia, di ‘fallimento societario e sociale’; un’espressione che non è piaciuta a quanto è dato di sapere all’attuale gestione, impegnata nella sua attività di rilancio ma che ha colto di sorpresa anche l’opposizione.

Antonio Parlangeli, esponente cittadino del M5S, non perde occasione per esprimere solidarietà agli imprenditori e per fare un bilancio su quello che potrebbe essere un fiore all’occhiello dell’economia cittadina non prima di aver tracciato un excursus che inquadra la vicenda.

Le parole di Parlangeli su I Giardini d’Atena

«La particolarità di questo enorme complesso residenziale sta nel fatto di essere attraversata da una strada comunale. Questo ha sempre destato clamore nella comunità. Come può una struttura sorgere dal nulla, in una zona all’interno del paese destinata a piano 167 (?) o destinata a verde pubblico (?), o semplicemente a “zona agricola”? Una volta espletate le pratiche per consentire il progetto primordiale (andato avanti solo il primo anno) di alloggi universitari, perché l’opera è stata attraversata da una strada pubblica? Perché nel bilancio di previsione triennale la strada viene inserita nei beni alienabili al costo di quasi 200 mila euro? Può una strada pubblica essere inserita nei beni alienabili? Può essere chiusa da 2 cancelli, all’ingresso e all’uscita? Mi chiedo se in Italia esista una realtà simile. Una mia mozione in consiglio comunale nell’anno 2017 chiedeva la rimozione di tali cancelli. Poche settimane fa ho deciso di chiedere chiarimenti, insieme al Consigliere Regionale Antonio Trevisi, all’amministratore della struttura, che gentilmente mi ha spiegato il motivo per cui la società da lei rappresentata preferisca la chiusura, anche parziale dei cancelli. Ci è stato detto che è per motivi di sicurezza e non solo, ci sarebbero anche questioni legate alla pulizia, alla manutenzione e alla mancanza di controlli. Mi sono state mostrate fatture pagate ad una ditta che cura il verde e la pulizia in tutto il complesso, meno che nei 3 comparti privati, dove la competenza è di pertinenza comunale. Ho purtroppo preso atto che nei comparti privati, quelli a carico del Comune, la pulizia non è certo di casa (come avete dimostrato anche voi di Leccenews24 con un articolo), e qui dovrebbe essere l’ente comunale a prendere provvedimenti. Ho chiesto anche i motivi per cui il complesso è moroso verso il Comune con le imposte ed i tributi locali, la risposta è stata attribuita alla crisi del 2008 che negli anni a seguire ha determinato il fallimento delle società proprietarie, ma che da qualche anno esiste una nuova società che si occupa della gestione del complesso e che ha delle importanti trattative in corso per la vendita dello stesso e per contratto con i nuovi eventuali acquirenti, avrebbe pagato i vecchi tributi comunali. Dopo la sentenza del Tar, il sindaco parla di restituzione della strada alla collettività. Restituzione? Come possiamo restituire qualcosa che non abbiamo mai avuto? In fin dei conti per ottenerne “l’apertura” bastava una semplice delibera di Giunta, come ad esempio è accaduto per deliberare una transazione di 1 milione di euro nell’ottobre 2016 che grava ancora sui risparmi dei cittadini nel capitolo TARI!  Il mio dubbio è che il sindaco abbia voluto aprire la campagna elettorale dopo tanti anni di accondiscendenza. Contento lui… Non posso, tuttavia, accettare dichiarazioni che ledono la parte commerciale del complesso de I Giardini di Atena. In un momento storico unico, in cui la pandemia ha colpito il settore commerciale ed in modo particolare le strutture ricettive, che cercano di salvare il salvabile, il primo cittadino avrebbe potuto risparmiarsi certe dichiarazioni».



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