In vista dell’importante appuntamento referendario del 22 e 23 marzo 2026, la Camera Civile Salentina promuove un momento di approfondimento tecnico e civile per analizzare la riforma costituzionale della giustizia.
L’incontro si terrà a Lecce venerdì 13 febbraio 2026, alle ore 15.30, nella cornice delle Officine Cantelmo.
L’evento nasce con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza e agli addetti ai lavori gli strumenti necessari per un voto consapevole, esplorando le diverse visioni su una riforma che promette di cambiare l’assetto dei poteri dello Stato.
Un dialogo aperto sulla Costituzione
Il talk, organizzato in collaborazione con Professione Italia – Lecce e con il patrocinio del Comune di Lecce, si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Lecce, sen. Adriana Poli Bortone.
A introdurre i temi tecnici e politici saranno l’avv. Salvatore Donadei (Presidente della Camera Civile Salentina) e l’avv. Cristian Sturdà (Presidente di Professione Italia – Lecce). Il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi di autorevoli magistrati, rappresentanti di diverse sensibilità e funzioni del mondo giudiziario:
– Ettore Manca: Presidente di Sezione del TAR di Lecce e componente del CPGA.
– Salvatore Cosentino: Sostituto Procuratore Generale della Corte d’Appello di Lecce.
– Edoardo D’Ambrosio: Presidente della Sezione Penale del Tribunale di Crotone.
– Massimiliano Carducci: Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.

I temi al centro del referendum
Al cuore del confronto ci saranno i pilastri della riforma, che il referendum confermativo punta a ratificare o respingere:
Separazione delle carriere: la creazione di due percorsi distinti per magistrati giudicanti e requirenti (PM).
Sdoppiamento del CSM: l’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura.
L’Alta Corte Disciplinare: un nuovo organo di rango costituzionale per giudicare l’operato dei magistrati.
Sorteggio dei componenti: il superamento del sistema elettivo per la scelta dei membri degli organi di autogoverno.
Le ragioni del Sì
I sostenitori della riforma sottolineano la necessità di una terzietà effettiva del giudice, che deve essere equidistante dall’accusa e dalla difesa. Il superamento del sistema delle correnti tramite il sorteggio e la specializzazione delle carriere sono visti come passi avanti verso una maggiore efficienza e imparzialità del processo.
Le ragioni del No
I contrari evidenziano il rischio di un indebolimento dell’indipendenza della magistratura, temendo che la separazione delle carriere possa isolare il Pubblico Ministero e sottoporlo progressivamente al controllo del potere politico. Viene inoltre criticato l’uso del sorteggio, ritenuto un metodo che svilisce la rappresentanza professionale.
Partecipazione e Democrazia
Il formato del talk è concepito per non essere una lezione frontale, ma un confronto rigoroso volto ad analizzare i profili costituzionali e ordinamentali della riforma. L’incontro si chiuderà con un dibattito aperto al pubblico, fondamentale per garantire che il corpo elettorale arrivi alle urne con una piena comprensione delle conseguenze giuridiche e sociali del proprio voto.