Affetto da miastenia gravis viene giudicato non operabile da tre centri. Il leccese Giampiero Esposito riesce a eseguire l’intervento

Operato dal chirurgo salentino, presso il Policlinico di San Donato Milanese, un uomo di 50 anni con una dissezione dell’arco aortico cronicizzata e complicata da una grave malattia miotonica.

“L’intervento era assolutamente necessario per consentire al paziente di avere un futuro sereno. Tuttavia l’operazione era molto rischiosa a causa della malattia miotonica. L’unica via percorribile era quella della chirurgia mininvasiva, per cercare di contenere possibili gravi complicanze”, con queste parole Giampiero Esposito, leccese, Responsabile del reparto di Chirurgia Cardiovascolare Mininvasiva dell’IRCCS Policlinico San Donato, commenta l’intervento chirurgico grazie al quale ha corretto una dissezione dell’arco aortico cronicizzata in un paziente affetto da miastenia gravis, già giudicato non operabile in altri centri cardiochirurgici italiani.

Un intervento straordinario, di cui si contano attualmente solo tre casi, poiché la miastenia gravis, una malattia miotonica autoimmune che compromette il funzionamento dell’apparato muscolare, rappresenta un rischio per il paziente che deve sottoporsi a intervento chirurgico, soprattutto in caso di intervento cardiochirurgico in sternotomia, accesso chirurgico che rende molto più alta la probabilità di incorrere in infezioni e insufficienza respiratoria.

Il paziente, un uomo di 50 anni, conviveva da anni con una dissezione dell’arco aortico ormai cronicizzata, condizione che gli permetteva di avere una vita normale ma che con il tempo l’avrebbe esposto a un progressivo aggravamento.

Giampiero Esposito ha quindi praticato una ministernotomia, un piccolo taglio sullo sterno, che ha consentito di intervenire sostituendo l’aorta toracica (ascendente, discendente e arco aortico), ripristinandone la regolare funzionalità.

La cardiochirurgia mininvasiva offre molteplici vantaggi che soprattutto in questo caso si sono rivelati essenziali: una ferita più piccola con conseguente minor rischio di infezione e di problemi respiratori, un recupero post-operatorio più rapido e una degenza più breve. Il paziente ha quindi seguito, dopo l’intervento chirurgico, un percorso riabilitativo e dopo poche settimane ha potuto far ritorno nella provincia di Brindisi.

“Il successo di questo intervento conclude Esposito devo condividerlo con i colleghi professor Giovanni Meola, responsabile del reparto di Neurologia dell’IRCCS Policlinico San Donato, che mi ha supportato dal punto di vista della gestione della patologia miotonica e dal dottor Marco Ranucci, responsabile di Anestesia e Terapia Intensiva Cardiovascolare dell’IRCCS Policlinico San Donato che con me ha studiato il miglior approccio al paziente. Mai come in questo caso il lavoro di équipe e la condivisione delle specifiche competenze è stata importante per la riuscita dell’intervento”.



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