L’uomo dagli occhi tristi, un altro caso di Piergiorgio Pulixi che ti lascerà senza fiato


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Se c’è una cosa che Piergiorgio Pulixi sa fare meglio di chiunque altro nel panorama noir italiano, è trasformare la Sardegna in uno stato dell’anima, una terra bellissima che sussurra antichi rancori sotto il maestrale e nasconde strati di dolore nei suoi paesaggi da cartolina. Con il suo ultimo lavoro, L’uomo dagli occhi tristi, l’autore cagliaritano dipinge un affresco di dolore, segreti e corruzione che ti resta appiccicato addosso come il sale del Mediterraneo dopo una tempesta.

Un delitto che rompe l’incanto di Saruxi

Il libro ti cattura fin dalle prime pagine, quando il corpo di un diciassettenne, Michelangelo Esu, viene ritrovato su un motoscafo dell’ex sindaco Daniele Enna, lasciato alla deriva sulle acque cristalline di un lago dell’Alta Ogliastra che nasconde verità inquietanti e profonde ferite. Il diciassettenne, travestito da donna, è stato ucciso con ventitré coltellate, ma dietro il fatto di cronaca, che ha il sapore di una messinscena, si nascondono interessi, ricatti e verità scomode.

Mara Rais ed Eva Croce: l’indagine oltre il distintivo

A cercare di risolvere il mistero saranno Mara Rais ed Eva Croce, eroine tormentate della serie “I Canti del Male” che arrivano a Saruxi, sulla scena del crimine, con un carico personale pesante. I demoni del loro passato dovranno lottare con un ordine ben preciso. Le due ispettrici dovranno chiudere il caso senza clamore, per evitare che l’omicidio faccia esplodere uno scandalo politico capace di travolgere l’ex sindaco Enna, in corsa per la presidenza della Regione.

In questo libro Pulixi decide di alzare l’asticella emotiva, mettendo a nudo le fragilità delle sue protagoniste: Mara lotta per la figlia contro un ex marito vendicativo, Eva affronta ombre dal passato legate a una figlia perduta. Sullo sfondo Vito Strega, assente in questa indagine, ma presente come un’ombra ingombrante. Sebbene sia fisicamente lontano, a Milano, la sua presenza si avverte in ogni intuizione, in ogni momento in cui le due ispettrici sentono il peso di una giustizia che sembra non bastare mai.

Perché leggerlo? (Il verdetto)

In sintesi: ne vale la pena? Assolutamente sì. Se cerchi un giallo appassionante, qui troverai molto di più: troverai un’indagine psicologica spietata, ma . Pulixi si conferma così una penna capace di raccontare il male senza mai perdere di vista l’umanità delle vittime.

L’uomo dagli occhi tristi è una lettura da non perdere. Voto: 9/10