Pulizie sui treni del Salento, 24 lavoratori rischiano il posto. La protesta dei sindacati

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl Trasporti hanno proclamato lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari e convocato una serie di assemblee.

Sono giorni di preoccupazione per 24 lavoratori a tempo determinato della Boni, azienda appaltatrice delle pulizie sugli intercity e negli uffici della stazione di Lecce. Il loro futuro lavorativo e quello delle loro famiglie è appeso un filo. ,Sarà un primo maggio di preoccupazione, insomma il Primo Maggio rischia di diventare una festa al contrario. Per questo le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt e Ugl Trasporti hanno proclamato lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari e convocato una serie di assemblee.

Martedì 29 marzo sarà fissato un incontro in Prefettura alla presenza di Trenitalia e degli appaltatori. L’intento è quello di azzerare il rischio licenziamenti e di aprire gli occhi del territorio sullo stato dei trasporti, visto che sembra quasi passata sottotraccia la soppressione del treno Venezia-Lecce che fra qualche tempo diverrà Venezia-Bari.

“Perdere questi treni o ancora non adeguare l’officina di Surbo ai nuovi treni dell’alta velocità – scrivono in una nota le organizzazioni sindacali – significa perdere opportunità occupazionali su un territorio che ha sempre più fame di lavoro. I rappresentanti politici di questa provincia prendano a cuore questi temi, che provocano disagi ai pendolari, ai turisti e soprattutto ai lavoratori”.

Quello che sta succedendo, infatti, sembra essere paradossale. Nel passaggio di appalto dalla Boni a tre aziende (Dussman, RekeepRail e CNCP), un passaggio che partirà proprio nella Festa dei Lavoratori, 24 lavoratori rischiano di non poter godere del vantaggio della clausola sociale. A rischiare sono 17 tra loro che lavorano da oltre 20 mesi con contratti in scadenza il 31 marzo e sono giunti al massimo delle proroghe (cinque). Poi ci sono 7 lavoratori i cui contratti scadranno ad aprile al compimento del decimo mese di contratto. Si tratta di una platea del personale che negli ultimi anni ha sostituito chi aveva raggiunto l’età pensionabile e che malgrado il volume di lavoro non sia cambiato, a causa di questi continui ‘spacchettamenti’ rischia di essere lasciato a casa e di perdere il proprio posto di lavoro.

Se la Boni prima si occupava delle pulizie nel suo complesso, a partire dal 1° maggio il lavoro verrà tripartito tra pulizie su intercity notte, pulizie su intercity giorno e pulizie negli uffici.

“Nel passaggio da una ditta alle altre – scrivono i sindacalisti –  è garantita per effetto della clausola sociale l’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato (23). È invece a rischio quella dei lavoratori con contratti in scadenza o già scaduti. Nell’incontro del 23 marzo, la Boni si è detta disponibile a trasformare i 24 contratti da tempo determinato a indeterminato, ma solo a condizione che le aziende subentranti si impegnino formalmente ad assumere gli stessi al momento del cambio appalto. Una rassicurazione che tarda ad arrivare.”

Sarà compito dei sindacati e del Prefetto quello di convincere i nuovi arrivati nel business a prendersi a carico questi 24 lavoratori. Occorrerà formalizzare l’impegno e dimostrare di tenere non solo ai lavoratori ma anche ad un territorio che Trenitalia non sembra sempre considerare, vista la storia, come detto, del treno Venezia – Lecce.



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