Intascò oltre 160 mila euro dal padre? Il figlio condannato a 4 anni per peculato


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Si conclude con la condanna a 4 anni di reclusione per il reato di peculato, il processo a carico di un 51enne di Nardò. Era accusato di avere intascato oltre 160 mila euro, nell’arco di oltre sei anni, dal padre di cui era amministratore di sostegno. Il motivo? Utilizzare il denaro per scopi personali.

Nella giornata di ieri, I giudici in composizione collegiale (presidente Fabrizio Malagnino, a latere Maddalena Torelli e Marco Marangio Mauro), al termine del processo di primo grado hanno disposto anche il risarcimento in separata sede ed una provvisionale di 40mila euro, per una parente della presunta vittima che si era costituita parte civile con l’avvocato Alberto Gatto.

La sentenza prevede anche una serie di pene accessorie.

Il 51enne neretino, assistito dall’avvocato Giuseppe Grasso, potrà fare ricorso in Appello. L’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Gallipoli, prese il via dalla denuncia sporta dalla parente del 51enne, nell’ottobre del 2023.

Il pm, in un primo momento chiese l’archiviazione, ma il gup dispose l’imputazione coatta, dopo l’opposizione presentata dalla familiare della presunta vittima.

In base a quanto ricostruito nel corso delle indagini, il 51enne, che era stato nominato dal padre, amministratore di sostegno, nel luglio del 2014, si sarebbe appropriato fino al 2020, delle risorse economiche del padre. Nel tempo, avrebbe prelevato e speso ben 160.301 euro, utilizzando il denaro per scopi personali.

In seguito, il gup Angelo Zizzari, al termine dell’udienza preliminare, ha rinviato a giudizio l’imputato e si è arrivati alla celebrazione del processo, conclusosi, in queste ore, con la condanna in primo grado.