Negli ultimi anni la Puglia si è confermata tra le destinazioni turistiche più dinamiche in Italia. I numeri parlano chiaro: oltre 6,7 milioni di arrivi e più di 22 milioni di presenze nel 2025, secondo i dati regionali, con una crescita di circa il 13% negli arrivi e del 10% nelle presenze rispetto all’anno precedente. A fare da traino il settore è anche il turismo internazionale, in costante aumento ( 22,6% ) e sempre più rilevante per il territorio. Una crescita costante che ha trasformato la Puglia in un punto di riferimento per chi cerca esperienze autentiche, tra mare, cultura e tradizioni locali.
È proprio in questo contesto che nasce Nawigo, una startup innovativa con sede operativa a Lecce che prova a rispondere a una domanda sempre più attuale: perché organizzare un viaggio, oggi, è ancora così complesso?
Chiunque abbia pianificato una vacanza negli ultimi anni lo sa bene. Decine di siti da consultare, centinaia di opzioni tra cui scegliere, ore passate a confrontare recensioni, prezzi e disponibilità. Alla fine, spesso, la decisione arriva più per stanchezza che per reale convinzione.
L’idea alla base di Nawigo è ribaltare questo processo. Non partire dalla destinazione, ma dalla persona.
La piattaforma Nawigo propone un approccio diverso rispetto ai tradizionali portali di prenotazione. In concreto, il funzionamento è piuttosto semplice: all’utente non viene chiesto subito dove vuole andare, ma che tipo di viaggio desidera. Ritmo, interessi, aspettative, stile di esperienza. Da queste informazioni il sistema costruisce un profilo, che a Nawigo lo definiscono “Travel DNA” e suggerisce una selezione di strutture ed esperienze coerenti e affini.
Un approccio che si inserisce in una tendenza emergente nel settore del turismo digitale, dove sempre più attenzione viene data alla compatibilità tra viaggiatore ed esperienza, piuttosto che alla semplice ricerca per destinazione.
«Oggi il problema non è trovare offerte, ma orientarsi tra troppe informazioni e offerte che sembrano tutte simili», spiega Paolo Mazzara, tra i fondatori del progetto. «Abbiamo immaginato uno strumento che riduce il rumore e aiuta le persone a trovare soluzioni davvero in linea con quello che cercano».
Il tema, però, non è solo tecnologico. È anche profondamente legato al territorio.
La scelta di sviluppare Nawigo partendo dalla Puglia, e in particolare da Lecce, non è casuale. La regione conta oltre 10mila strutture ricettive tra hotel, B&B, case vacanza e agriturismi, con una forte presenza di realtà indipendenti e spesso a conduzione familiare. Un patrimonio diffuso che rappresenta uno dei punti di forza del turismo pugliese, ma che allo stesso tempo rende più complessa la visibilità online per molte strutture.
«La Puglia è piena di esperienze autentiche e di qualità, ma non sempre riescono a emergere nei grandi portali internazionali», continua Mazzara. «Il nostro obiettivo è creare un collegamento più diretto tra viaggiatori e operatori locali».
Negli ultimi anni il mercato del turismo online è stato dominato da poche grandi piattaforme globali, che concentrano una parte significativa delle prenotazioni. Un modello che ha semplificato l’accesso all’offerta, ma che ha anche reso più difficile e costoso per molte strutture distinguersi, spingendo spesso verso una competizione basata principalmente sul prezzo.
Allo stesso tempo, il comportamento dei viaggiatori sta cambiando. Sempre più persone cercano esperienze personalizzate, meno standardizzate, e dichiarano di sentirsi sopraffatte dalla quantità di informazioni disponibili online.
È in questo scenario che si inserisce Nawigo, con l’idea di costruire uno strumento capace di semplificare la scelta e valorizzare le specificità dei territori.
Il progetto è ancora nelle fasi iniziali, ma alcune attività sono già state avviate: dallo sviluppo della piattaforma alle prime collaborazioni con professionisti del settore comunicazione e marketing, fino ai contatti con operatori turistici locali.
L’obiettivo nei prossimi mesi è quello di costruire una rete di strutture e partner partendo proprio dalla Puglia, trasformando il territorio in un primo banco di prova per il modello.
Non si tratta solo di tecnologia, ma anche di un cambio di prospettiva.
Perché se è vero che il turismo pugliese continua a crescere, è altrettanto evidente che il modo in cui le persone scelgono e vivono i viaggi sta evolvendo rapidamente. Meno ricerca generica, più attenzione alla qualità dell’esperienza. Meno quantità, più coerenza con i propri interessi.
E forse non è un caso che un progetto come Nawigo nasca proprio qui, in un territorio dove identità, cultura e autenticità rappresentano ancora un elemento distintivo forte.