“Oltre la vulnerabilità”, a Lecce un convegno su giovani, benessere e inclusione


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Lecce si prepara a diventare il centro di una riflessione profonda sulla condizione giovanile. Venerdì 15 maggio, alle ore 9.30, presso l’Aula 7 del complesso Studium 2000 (via di Valesio), si terrà il convegno dal titolo “Oltre la vulnerabilità. Giovani, benessere e pratiche di inclusione”.

L’iniziativa, giunta alla quarta edizione del progetto “InsegnAmi@sorridere”, è organizzata dall’associazione Il Sorriso di Pierandrea in stretta collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università del Salento. L’evento rappresenta un momento cruciale di confronto per analizzare le fragilità del post-Covid e promuovere una cultura dell’empatia.

In un’epoca segnata da crisi economiche e spinte individualistiche, il benessere dei ragazzi non può più essere considerato una questione privata. Come sottolineato dal presidente dell’associazione, Simone Longo, l’obiettivo è superare la retorica della vulnerabilità per costruire reti di supporto concrete: Parlare di vulnerabilità oggi significa guardare persone che cercano il loro posto nel mondo. Vogliamo trasformare la memoria di Pierandrea in impegno, costruendo spazi di relazione autentica”.

Il convegno si articolerà in tre sessioni tematiche, precedute dai saluti istituzionali del Rettore Maria Antonietta Aiello, del vicepresidente della Regione Cristian Casili, del prefetto Natalino Manno e del presidente della Provincia Fabio Tarantino.

Il programma

In chiusura verranno presentati i premi studio per tesi di laurea magistrale dedicati proprio ai temi del Benessere e dell’Inclusione, un incentivo concreto per i giovani ricercatori che intendono approfondire queste tematiche.

L’associazione nasce nel nome di Pierandrea Longo, uno studente liceale che ha affrontato con straordinaria dignità una malattia rara. La sua famiglia — la mamma Annalisa, il papà Simone e la sorella Beatrice — ha scelto di trasformare quel dolore in un faro di solidarietà, fondando l’ente con sede a Strudà per supportare chiunque si trovi ad affrontare sfide simili.

La partecipazione al convegno dà diritto al riconoscimento di crediti formativi universitari (CFU) per gli iscritti ai corsi di laurea coinvolti.