C’è un odore di croissant fresco che si mescola all’aroma del caffè mentre il commissario Alvise Terranova attraversa la soglia di un bar a Carloforte, pensando che tanto il morto può aspettare. Se non hanno pazienza loro, chi ce la doveva avere? Con questo dialogo silenzioso comincia Omicidio a Carloforte, il libro di Antonio Boggio che ha conquistato gli amanti del giallo con la sua ambientazione unica e un protagonista indimenticabile, il Commissario Alvise Terranova. Non si tratta semplicemente di scoprire chi sia l’assassino, ma di immergersi in un’atmosfera unica, dove il maestrale sembra soffiare tra le pagine e il profumo di salsedine si mescola a quello del mistero.
Un giallo che ti tiene incollato alle pagine
.Alle soglie della festa in onore della Madonna dello Schiavo, un servizio dell’emittente locale Tele Radio Maristella mostra i danni causati dal maltempo e una scritta apparsa sul muro della chiesa: la fede è in pericolo. La mattina successiva, il corpo senza vita di padre Moresco, storico sacerdote di Carloforte, viene ritrovato nella sagrestia.
Il medico intervenuto dichiara che la morte è sopraggiunta per cause accidentali, a causa di una caduta dalle scale che per il parroco è stata fatale, ma il commissario Alvise Terranova non è convinto. È qui che inizia un viaggio tra i vicoli della cittadina, dove ogni abitante sembra custodire un segreto. C’è un gruppo di fedeli scontenti che aveva avviato una petizione per richiedere il trasferimento di padre Moresco, l’accesa discussione che il prete ha avuto in chiesa con una donna a tarda notte, poco prima di morire. E poi c’è una chiave che, però, non apre nessuna porta della canonica. Quando il commissario riceve una lettera anonima, tutti i sospetti si spostano in una direzione. Ma lui non è mai stato il tipo che si innamora della versione più facile e continua la sua indagine contro il parere di tutti.
Boggio lo costruisce pagina dopo pagina, senza fretta, con una pazienza che raramente si trova nei romanzi d’esordio. Ognuno dei personaggi del libro sembra avere qualche scheletro nell’armadio, qualche ferita che brucia ancora. Tra gelosie e segreti, vizi e peccati, niente può essere escluso dalla lista dei possibili moventi.
Carloforte non è uno sfondo. È un personaggio.
Molti gialli ambientano le loro storie in luoghi suggestionanti. Pochi riescono a farli vivere. Omicidio a Carloforte è uno di questi rari casi. Carloforte non è solo uno sfondo, il palcoscenico di un delitto: è una presenza costante, un personaggio a tutti gli effetti. Questa piccola isola sarda, dove il commissario ha vissuto fino a quattordici anni fa da sfondo alla storia. Antonio Boggio, pagina dopo pagina, racconta di una ambientazione mai vista prima e di un protagonista originale che sa unire l’amore per la poesia, il buon vino e le canzoni di Tom Waits
Perché Omicidio a Carloforte è un Must-Read per gli amanti del giallo
Antonio Boggio con lingua fluida, colorata qui e là di espressioni dialettali, costruisce una trama complessa che si snoda rapida tra personaggi originali e un’ambientazione ricca di fascino. Con Omicidio a Carloforte, dimostra che il giallo sardo può offrire qualcosa di nuovo: non solo omicidi e indagini, ma un viaggio in una comunità dove la fede e i segreti si intrecciano in modo magistrale. È quel tipo di libro che inizi la sera prima di dormire e che alle due del mattino ti trovi ancora con il naso tra le pagine, senza accorgertene.
Omicidio a Carloforte è un romanzo che conquista lentamente, senza bisogno di colpi di scena artificiosi. Ti entra dentro pagina dopo pagina, fino a lasciarti addosso quella malinconia tipica delle storie belle, quelle che finiscono ma continuano a riecheggiare.