Ugento, il Tribunale restituisce il parco attrezzato delle Fontanelle al Comune

La sentenza ha ordinato alla Cooperativa Impegno Popolare l’immediato rilascio della pineta attrezzata in favore dell’Amministrazione comunale.

Tribunale Civile, Via Brenta (ph. Giuseppe Greco)

La decisione del Tribunale, riporta la legalità in una situazione che ha visto la Cooperativa beneficiare di un bene pubblico per lunghi anni nel mentre il Comune ha già deciso di bandire una gara ad evidenza pubblica per affidare la gestione della pineta, così garantendo il servizio e, al contempo, una procedura aperta e trasparente e quindi anche un maggiore introito per le casse comunali”, con queste parole, L’avvocato Antonio Quinto, legale dell’Amministrazione di Ugento, commenta la sentenza del Tribunale di Lecce, grazie alla quale, accogliendo le domanda proposta dal Comune, ha ordinato alla Cooperativa Impegno Popolare l’immediato rilascio della pineta attrezzata in favore dell’Amministrazione comunale.

I fatti

La pineta, di proprietà comunale, venne concessa alla Cooperativa nel lontano 1988 per un periodo di tre anni rinnovabili, per realizzare, grazie ad un contributo regionale, un parco naturale attrezzato con annessi servizi vari.

La concessione si era rinnovata, di triennio in triennio, fino a quando il Comune, guidato dal sindaco Massimo Lecci, anche a seguito di un intervento di Anac, ha esercitato il diritto di recesso, chiedendo che la Cooperativa lasciasse la pineta alla scadenza dell’ultimo triennio e quindi il 13 ottobre 2019.

Il ricorso al Tar

Da qui un ricorso della Cooperativa al Tar di Lecce, il quale dichiarava la propria incompetenza; successivamente la Cooperativa si è rivolta al Tribunale Ordinario.

Il Tribunale Ordinario

In quel giudizio il Comune di Ugento si è costituito con l’avvocato Antonio Quinto e ha chiesto un provvedimento d’urgenza che ordinasse alla Cooperativa di lasciare immediatamente la pineta.

Il Tribunale ha dapprima respinto la richiesta di rilascio, ma poi, in seduta collegiale, ha accolto il reclamo del Comune.

Il Tribunale, accogliendo le tesi del legale leccese, ha stabilito un importante principio di diritto: un bene pubblico, anche se appartenente al patrimonio disponibile, può essere concesso solo a seguito di procedura di evidenza pubblica, perché il trasferimento del bene comporta il trasferimento di risorse pubbliche e, per altro verso, un’entrata che può esser stabilita solo a seguito di una gara.

“La concessione – ha spiegato il Tribunale – era per tre anni e quella previsione prevaleva su ogni diversa disciplina anche di carattere civilistico. Trattasi di una concessione-contratto, dove la componente pubblicistica prevale su quella privatistica”.

I giudici, quindi, hanno ravvisato la esistenza di un grave pericolo per il Comune; la detenzione, da parte della Cooperativa, stante il recesso esercitato dal Comune, è divenuta senza titolo, e non può proseguire perché, se continuasse, impedirebbe all’Ente Locale di affidare l’uso del bene ai privati all’esito di una procedura comparativa così come imposto dalla normativa anche comunitaria.

“Mi sono mosso a difesa della legalità – ha dichiarato il sindaco Lecci – e posso assicurare che il parco verrà gestito a seguito di gara pubblica così garantendo la migliore fruizione ai cittadini. La futura gestione dovrà avvenire nella massima trasparenza e si tradurrà anche in un vantaggio economico per il Comune perché la gara sarà fatta al rialzo rispetto ai canoni fin qui corrisposti”.