Nel cuore delle feste natalizie, tra luci scintillanti, profumi familiari e ricordi, si trova spesso una chiave interpretativa nascosta nelle tradizioni gastronomiche. In molte città del Sud Italia, come Lecce, i dolci di pasta di mandorla assumono una forma particolare, quella del pesce. Questo simbolo, apparentemente semplice, nasconde una lunga catena di significati, teologici e storici, che risalgono alle origini del cristianesimo. Comprenderli significa entrare in un dialogo tra lingua, arte culinaria e fede, dove ogni morso diventa una memoria, un ricordo, una traccia.
Il pesce come simbolo cristiano
Abbiamo notato, scorrendo alcuni commenti su Facebook, che persiste una certa confusione sulle tradizioni religiose, specie in ragione dei complessi e antichi simbolismi teologici. E anche le tradizioni gastronomiche, particolarmente sentite a Natale, risentono di queste simbologie che affondano il loro significato nella storia cristiana.
Molte delle consuetudini che si ripetono nel periodo più bello dell’anno affondano le loro radici in quei simboli, nati secoli fa e tramandati di generazione in generazione. A Lecce, come detto, è molto diffusa la preparazione di dolci di pasta di mandorla veri e propri capolavori di arte e devozione popolare. E tutti sanno, o dovrebbero sapere, che la forma natalizia di tale dolce è il pesce, mentre a Pasqua il simbolo teologico è l’agnello.
E allora perché un pesce a Natale? Semplice, perché il pesce è Gesù Cristo, proprio lui, il Dio incarnato, secondo la religione cristiana.
Tutto deriva dal greco, che è la lingua attraverso la quale si è diffuso il Cristianesimo e per giunta è la lingua ufficiale dei testi sacri (i vangeli sono stati scritti in greco). In antichità, infatti, il greco era la lingua universale, un po’ come l’inglese di oggi. Come lingua della Bibbia e della prima teologia, il greco ha spesso agito da ponte tra mondo pagano e cristiano, tra cultura popolare e fede.
Ma torniamo al pesce… Ebbene pesce in greco si scrive ICTÚS, Iesùs Christòs Theòu Úiós Sòter che tradotto in italiano è Gesù Cristo Figlio di Dio, Salvatore. Non una semplice parola, ma un acronimo potentissimo carico di significato teologico. Con quelle lettere si indica il Cristo, la persona che si celebra a Natale.
Ecco perché il pesce attraversa i secoli, arriva fino alle nostre tavole, ai nostri dolci, alle tradizioni di una città come Lecce. Natale è anche questo: un dolce che nasconde un insegnamento prezioso. Un dolce preparato a mano, una forma scelta quasi per abitudine, un gesto ripetuto da generazioni diventano, senza clamore, un ponte tra passato e presente. Nonne e mamme impastano queste meraviglie da generazioni, passando il testimone con un sorriso, senza sapere di raccontare una storia millenaria.
Natale è anche questo: riconoscere che, a volte, Dio si nasconde nelle cose più semplici. In un simbolo antico, in una lingua lontana, in un dolce preparato con amore
Ph. Cristogramma