Valorizzare terreni incolti del Salento, parte “La riscoperta dell’agricoltura: un nuovo modello di comunità”

Il progetto è stato presentato questa mattina presso la sala “Open Space” di Palazzo Carafa ed è già in  fase di sviluppo. I terreni utilizzati al momento hanno un’ampiezza di circa 10 ettari e sono produttivi.

Il tema dell’agricoltura è sempre molto attuale, soprattutto nel Sud in cui vi sono ampi terreni pronti per essere coltivati. Il problema, però, è posto dalla poca filantropia ed è questa la sfida di Fondazione di Comunità del Salento, ente unico in Puglia, il cui progetto è quello di avviare un’azione pilota sul territorio che generi attività di rete e di connessione per accrescere l’agricoltura sociale, considerando sia l’aspetto etico sia quello rigenerativo.

Per questi motivi la fondazione ha dato vita al progetto dal titolo “La riscoperta dell’agricoltura: un nuovo modello di comunità”, presentato questa mattina presso la Sala “Open Space” di Palazzo Carafa

L’iniziativa posta in essere, finanziato da Caritas Italiana e promossa insieme a Fondazione di Comunità del Salento Onlus; Caritas Diocesana di Lecce; Comunità Emmanuel Onlus; Cooperativa Agricola Terrae Ficulae di Frigole; Azienda Agricola Lefons di Calimera e Comune di Lecce è già in  fase di sviluppo e intende valorizzare i terreni incolti della provincia, di proprietà di enti pubblici,  enti religiosi, privati, aziende agricole, ha finalità ben specifiche: la prima è quella educativa è avrà la finalità di preservare l’ambiente agricolo, favorire la motivazione imprenditoriale dei giovani, strutturare una connessione con la Comunità per renderla un luogo in cui essere “sicuri” e garantire la stabilità economica a persone in difficoltà.

Si passa poi all’obiettivo di sistema nel quale si deve dare vita a una collaborazione con tutti i sottoscrittori del Manifesto il cui scopo sarà quello di migliorare la qualità dell’Ambiente e di vita della popolazione, evitando abusi e maltrattamenti non solo dell’ecosistema, ma anche dell’uomo. Inoltre, bisognerà anche attivare una filiera che avvii la crescita economica – come a esempio partnership e punti vendita – e il re-inserimento lavorativo.

Sei sono le persone inserite nel progetto: tre operano nei pressi di Frigole e tre nei terreni della Comunità di Emmanuel. I terreni utilizzati al momento hanno un’ampiezza di circa 10 ettari e oggi sono già in coltivazione alcuni prodotti come patate zuccherine, melanzane, peperoni, piante aromatiche e allevamento di api per il miele. I passi successivi saranno quelli di coinvolgere l’intero Salento per sostenere le persone in condizioni di fragilità.

Il Manifesto per lo sviluppo dell’agricoltura sociale, etica e biologica del Salento è stato promosso, ripetiamo, da numerosi enti locali. L’obiettivo è quello di stimolare e accrescere lo sviluppo di nuove forme di coltivazione dei terreni salentini come nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Il documento intende restituire all’agricoltura il suo ruolo originario come motore dell’economia del territorio salentino.

I principi del Manifesto sono quelli di valorizzare le pratiche colturali di agricoltura biologica, visto che rendono il suolo capace di trattenere le risorse irrigue; di sviluppare l’equilibrio biologico per ridurre la dispersione di sostanze chimiche nel suolo; incrementare le opportunità lavorative nelle aree rurali e di promuovere una gestione prudente dei sistemi agricoli così da poter rispettare i cicli vegetativi e di allevamento.