“La Xylella è una malattia incurabile e non esiste un ritardo politico che abbia contribuito”, ma tra Di Gioia e Coldiretti è scontro

Questa mattina le associazioni di agricoltori hanno protestato davanti alla sede della regione Puglia a Lecce, in occasione della visita dell’assessore.

Giornata di protesta per le associazioni di categoria degli agricoltori che oggi hanno manifestato davanti alla sede della Regione di viale Aldo Moro a Lecce in occasione della visita dell’Assessore regionale Leonardo Di Gioia. Ancora una volta, la conferenza stampa arriva dopo il decreto voluto dal ministro Centinaio, per fare il punto della situazione ed in vista dei 60 giorni di tempo per proporre emendamenti, che sicuramente ci saranno, fa sapere l’assessore.

La protesta di Coldiretti

Davanti alla sede della regione le proteste degli agricoltori infervorati, esasperati dalla situazione che si vedono costretti a fronteggiare dall’ormai lontano 2013. Coldiretti a capitanare il fomento dal palco della protesta esprime tutta la sua sfiducia in Di Gioia, che “ha ormai perso di credibilità. Abbiamo chiesto un incontro al presidente della Regione Michele Emiliano per lunedì pomeriggio”.

Una grido di fermento che arriva dopo aver abbandonato il tavolo con l’assessore. “Abbiamo abbandonato il tavolo perché si parla di azioni coniugate al futuro e non è più ammissibile. Abbiamo formalizzato la sfiducia nei confronti del nostro assessorato e lo ribadiremo lunedì di fronte al presidente. Abbiamo bisogno di regole semplici e non di vincoli che ad oggi non sono stati superati, nell’interesse della nostra olivicoltura e della nostra economia”.

Di Gioia risponde

Un problema quello della Xylella a cui fino ad ora è stata data una portata regionale ma che in realtà ha una portata molto più ampia, europea. “La Xylella – dichiara Leonardo Di Gioia – è una malattia incurabile e non esiste un ritardo politico che abbia contribuito a renderla incurabile, non esiste un deficit di rappresentanza della nostra regione che abbia contribuito ad aumentare la portata di una patologia che non ha eguali in Europa e nel mondo, questo è un dato inesorabile.Gli agricoltori è giusto che protestino però devono comunque sapere quali sono i paletti entro cui la Pubblica Amministrazione può fare qualcosa”.

“La posizione di Coldiretti, è nota ai più, è molto esasperata dall’esigenza di sentirsi quasi unico rappresentante delle istanze del territorio. Coldiretti è stata invitata, insieme alle altre associazioni, per condividere le attività alle quali noi stiamo andando incontro. Invece, credo che in maniera strumentale abbiamo imputato a questo tavolo e a questa regia amministrativa, la mia in particolare, responsabilità che oggettivamente esorbitano dalla portata di ciascun soggetto che in questo momento sta affrontando il problema. Non ci sono posizioni originali di Coldiretti che non siano state accolte e che mandino all’aria il tavolo istituzionale che è l’unico strumento che la Puglia ha”.

Cosa chiedere al Ministro e cosa chiedere a Bruxelles

È il primo caso di calamità naturale applicato ad una fitopatia, un caso unico che non ha precedenti, proprio a sottolineare l’eccezionalità del flagello che si abbatte sul Salento e che di qui a qualche anno potrebbe interessare tutto l’Italia meridionale.

“Abbiamo uno specifico provvedimento – continua l’assessore – che consente i reimpianti che aspettano la soluzione amministrativa. Purtroppo, chi ha chiesto di poter reimpiantare gli alberi ancora non lo può fare. Pur a fronte di strumenti che la Regione ha utilizzato, il rilascio delle autorizzazioni è molto complesso. In sede di conversione del decreto bisognerà spiegare, insieme alle associazioni, di quali modifiche abbiamo bisogno. Negozieremo mercoledì con il ministro Centinaio l’utilizzo dei 100 milioni stanziati per capire se possiamo utilizzarli a supporto delle misure che già abbiamo”. A questo si aggiunge l’istanza da presentare a Bruxelles che consisterà nel “potenziare il premio di base per i titolari di fondo agricolo come misura sociale di compensazione del mancato reddito”.

Un decreto che lascia dietro di sé alcune polemiche ma cui si riconosce di essere il “primo nel panorama nazionale.