“Tàula, lettu e focu rrumani n’àutru pocu”. I 10 proverbi salentini sul cibo più simpatici

Ecco i proverbi salentini sul cibo più conosciuti. Piccole perle di saggezza che gli anziani usavano inserire nei discorsi per tramandare un insegnamento che spesso si è rivelato utile

vino a tavola

I proverbi salentini sul cibo, come tutti i modi di dire in dialetto locale, non sono solo delle massime sulla cucina o su ciò che portiamo a tavola, ma sono dei veri e propri “insegnamenti” che ci sono stati tramandati dai nostri nonni o dagli anziani del paese che inserivano queste perle di saggezza nei discorsi.

«Panza china riposu cerca» è forse il più “famoso” adagio popolare che si usa puntualmente alla fine di ogni abbuffata, quando l’unica soluzione per digerire sembra l’ozio. «Lu bbinchiatu nu criteallu disciunu» si usa, invece, quando una persona che ha il piatto in tavola non crede a chi non ha da mangiare. E allora ecco dieci proverbi salentini sul cibo che colorano il nostro linguaggio o che ricordiamo con un pizzico di nostalgia.

10 Proverbi salentini sul cibo

La bellezza dei proverbi salentini, non solo quelli che riguardano, il cibo è che “giocano” con l’ironia per dire la verità.

  1. Taula, lettu e focurrumani n’autrupocu (tavola, letto e fuoco rimani un altro poco. Questi sono i posti in cui si sta ene. “La tavola” perché hai del buon cibo, “il letto” perché ti riposi e “il fuoco” perché ti scalda nelle giornate fredde)
  2. Pane cu ccanta, mieru cu zzumpa e ccasu cu cchianga (pane per cantare in quanto quando lo si mangia croccante “fa rumore”, vino perché dà allegria e fa ballare, formaggio o cremoso o stagionato l’unione è perfetta (con pane, vino e formaggio non rimani a digiuno.)
  3. Ci te manci lu pane ncocculatu cacci li denti te oru (se mangi pane ammuffito ti escono i denti d’oro)
  4. Mancia piseddhri ca te ntostane le carcagne (mangia piselli che si induriscono i calcagni)
  5. Ci manci cipuddhra te vene la uce (se mangi cipolla ti viene la voce)
  6. Ci lu stommicu bonu ole cu staje cipuddhra e tialucchiu aje te manciare (se lo stomaco bene vuole stare cipolla e peperoncino deve mangiare. Per digerire ed essere sicuri di aver un “buon stomaco” basta mangiare cipolla e peperoncino)
  7. Quannu manci fucennu, mori prima te lu tiempu (quando mangi correndo, muori prima del tempo)
  8. Oju e sale ogni erba vale (quando hai olio e sale in cucina puoi sempre preparare del cibo)
  9. Bbuscie, frittate e ppurpette, se su ccrosse su mmalitette (bugie, frittate e polpette se son grosse sono maledette. Bisogna fare attenzione a quello che si dice o si mangia perché ci si affoga da soli)
  10. Ultimo, ma non ultimo: Te la capu mpuzzùna lu pesce. Che non ha bisogno di traduzioni.

Insomma, tra il consiglio di bere vino caldo per far passare la tosse, di stare attenti al sale perché “pé tre caddhri se perde a minescia” e quello di cucinare lu purpu con l’acqua sua stessa (o la zucchina a seconda delle versioni) una cosa è certa: «Ventre vacante maleconziju porta». Mai dare consigli con la pancia vuota.



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