Quando Beneventum era Maleventum

Storia. Una partita di calcio puè² essere, perchè© no, il pretesto per rispolverare un libro di storia. Nel 275 a.C., i Romani vinsero la terza guerra tarantina contro Pirro e ribattezzarono Maleventum con il nome di Beneventum.

«Beneventocittà delle Streghe, possiede la grandeur di una capitale, ostenta un chiaro complesso di superiorità e rivendica la sua diversità dal Sud in genere e da Napoli in particolare» Così Antonio Giangrande in una sua famosa pubblicazione, ma Benevento, polo nevralgico del dominio longobardo in Italia, è famosa per quella vittoria dei Romani su Pirro, vittoria che le cambiò anche il nome…

All’inizio si chiamava Maleventum. Ci volle la vittoria dei Romani su Pirro – anzi più che di vittoria si deve parlare tecnicamente di ritirata del Re dell’Epiro nella terza guerra pirrica o tarantina che dir si voglia – per chiamarla Beneventum, per derubricare il nome dal male al bene.

Questo racconta la storia e una bella rispolverata di quelle pagine imparate alle scuole elementari è come una boccata d’ossigeno, nella giornata in cui il Lecce va a Benevento non certo per una guerra agonistica ma per un bell’appuntamento sportivo, ci si augura all’insegna del fair play e del bel gioco.

Ma torniamo al racconto. Finite le guerre sannitiche, i Romani cominciavano a volersi espandere nel sud dell’Italia, in quella che allora si chiamava Magna Grecia e che aveva in Taranto una città ed un porto più che strategici. La città jonica, anche in rappresentanza delle altre colonie della Magna Grecia, temendo la ferocia dei Romani e avendo paura di un loro immediato assalto, chiese aiuto al famoso Pirro, re dell’Epiro, il qual arrivò nella penisola italiana nel 280 a.c.  e sconfisse nello stesso anno i Romani ad Heraclea e nell’anno successivo ad Ascoli Satriano.
Soprattutto la prima vittoria di Pirro passò alla storia per la presenza sul teatro di guerra degli elefanti, animali giganteschi, sconosciuti ai latini, che si trovarono, anche per questo, a soccombere malamente.

Ma sia la prima che soprattutto la seconda vittoria di Pirro, furono però dei risultati militari positivi pagati con un prezzo altissimo, talmente alto che qualche anno dopo, nel 275, appunto, egli non potè mettere a disposizione dell’appuntamento decisivo e definitivo contro i Romani le sue migliori forze che, invece, aveva consumato e dissipato nei due precedenti ingaggi.
Ancora oggi si è soliti parlare di “vittoria di Pirro”, in presenza di risultati all’apparenza positiva ma dal costo enorme nel medio-lungo periodo, vittorie in buona sostanza inutili che si pagano poi a caro prezzo con pesanti sconfitte.

Fatto sta che i Romani dopo aver perso ad Heraclea e ad Ascoli Satriano, nel 275 trionfarono a Maleventum, che immediatamente ribattezzarono col nome di Beneventum, ricorrendo anche allo stratagemma del lancio di dardi infuocati che atterrirono gli elefanti e costrinsero Pirro ad alzare bandiera bianca. Da lì a poco iniziarono la loro grande ascesa alla conquista dell’impero e alla sottomissione di quelle che un tempo erano state le colonie della Magna Grecia.



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