Salento…il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai

Il maltempo sembra essere un lontano ricordo della prima settimana di settembre. Cominciano oggi sette giorni all’insegna del bel tempo e degli eventi per una estate che potrebbe ancora regalare le emozioni che fino ad oggi non si sono vissute

Scampoli d’estate nel Salento. Chi ha la fortuna di poter godere delle giornate che volgono al meglio non se lo lascia ripetere due volte e raggiunge la spiaggia e il mare per le famose vacanze di settembre, le vacanze di quelli che per alcuni sono gli intelligenti di turno, coloro che sono riusciti ad evitare il caos e la ressa di agosto per fruire con tranquillità delle bellezze naturalistiche in maniera quasi solitaria; ma per altri sono gli sfigati di turno, coloro che sono stati costretti, vuoi per gli impegni vuoi per scelta, a rinviare le loro ferie e a mettersi in coda nella lista delle preferenze dopo chi ha consumato i giorni di festa a luglio e soprattutto ad agosto.

Dopo una settimana di pioggia e maltempo, il Salento riabbraccia la bella stagione: sole alto, acqua cristallina, giochi in riva al mare e sulla spiaggia. Chi può, può e chi non può è costretto a guardare e ad invidiare l’ultima ondata di vacanzieri. Anche la città di Lecce sembra conoscere una nuova opportunità di visitatori grazie alla capacità di saper attrarre con eventi che riescono ad incontrare la scelta e il gusto di target diversi.

Potrebbe per davvero essere l’ultima settimana di turismo organizzato quella che comincia oggi. Subito dopo i pensieri e gli impegni per l’inverno distrarranno anche chi il mare lo ha a due passi da casa, a dispetto del dibattito di fine agosto sull’opportunità di rinviare l’apertura delle scuole per consentire vacanze più lunghe, magari in quei lidi che hanno lavorato a singhiozzo a causa del maltempo che ha flagellato l’estate italiana, scopertasi orfana del famoso anticiclone delle azzorre che non l’ha liberata dai temporali provenienti dal Nord Europa.

Una stagione turistica strana quella che si archivierà, una stagione in cui si è molto discusso di turismo maleducato, incolpando Gallipoli di qualcosa che è più diffusa ma che la città bella non può far finta di non vedere perché altrimenti cancellerebbe per sempre l’immagine da cartolina che molti, ancora, le attribuiscono e che non la scelgono più per il racconto più o meno romanzato che se ne fa.



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