Vi scappa la pipì? Peggio per voi, in banca niente bagni per il pubblico. La segnalazione

‘Scusi, è possibile usufruire della toilette?’, ‘No, in banca non abbiamo bagni per il pubblico!’. E l’ex assessore comunale va su tutte le furie.

Se sei in banca, in modalità ‘lunga attesa’ prima di essere chiamato allo sportello, e ti scappa la pipì…non c’è niente da fare. Te la devi tenere o lasciare tutto – con il rischio di perdere il turno – e andare in qualche bar nelle vicinanze. Gli uffici finanziari non prevedono la toilette per l’utenza, i bagni per il pubblico. Così si è sentito rispondere l’ex assessore comunale Antonio Capone che non ha perso tempo per esprimere le sue rimostranze, segnalare l’accaduto e iniziare questa battaglia che a lui pare essere di ‘autentica civiltà’.

“Non credevo alle mie orecchie quando, mentre ero in fila in una nota banca del centro di città, alla domanda ‘Scusi, è possibile usufruire della toilette?’, mi hanno risposto con candore: ‘No, non abbiamo bagni per il pubblico!’. Ho ripetuto due volte la domanda casomai non avevano ben capito, ma evidentemente le cose stanno così: se sei in banca non ti puoi permettere l’espletamento di alcun bisogno fisiologico impellente!”.

Spirito battagliero e indomito, refrattario alla rassegnazione, Antonio Capone parte in quarta. Questa adesso è diventata una questione di principio: “Trovo inconcepibile che qualsiasi esercizio commerciale, qualsiasi ufficio pubblico e qualsiasi studio professionale siano obbligati ad avere i bagni e a fornirne l’uso alla clientela al momento della richiesta mentre gli istituti bancari possano tranquillamente fare a meno di offrire questo servizio…di civiltà! Anche perché i tempi di attesa in banca sono destinati ad aumentare: personale che scarseggia, età dei fruitori che si alza, sportelli che non erogano servizi ai clienti in fila ma svolgono altre attività non per il front office…Nel 2023 non può succedere che un importante istituto bancario sempre ligio a pretendere il rispetto ferreo delle regole da chi chiede un prestito o chiede di accendere un mutuo non rispetti la più basilare forma di rispetto del cliente che è quella di accoglierlo comodamente per tutto il periodo in cui si trova nei propri uffici”.



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