“Prosegue lo smantellamento dell’ospedale di Copertino”, Cobas Pubblico Impiego lancia l’allarme

Con una lettera inviata alle principali istituzioni pugliesi il sindacato protesta per la situazione che il presidio ospedaliero vive da tempo.

“La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego di Lecce, nel silenzio più totale degli altri sindacati, continua a denunciare lo smantellamento dell’Ospedale San Giuseppe da Copertino che, giorno dopo giorno, una maldestra direzione strategica aziendale sta trattando come un bottino di guerra, con i dipendenti da suddividere nelle altre strutture, in relazione alla corrente politica di appartenenza”, sono parole dure quelle che si leggono nella missiva inviata dal  Sindacato al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano; al Direttore Generale della Asl di Lecce, Rodolfo Rollo; al Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero, Franco Malerba e al Sindaco, Sandrina Schito. Oggetto della lettera, L’ospedale di Copertino e le politiche che si stanno attuando nei suoi confronti.

L’illusione della nuova direzione

“Abbiamo creduto – prosegue la lettera – che il cambio della guardia nella Direzione Sanitaria di Presidio avesse potuto apportare solo benefici all’ospedale. La nuova Direzione però, in quasi due mesi, proseguendo sul precedente tracciato, ha pensato solo ed esclusivamente a tentare di imbellettare la struttura, ma i danni fatti sono ingenti e solo una totale rivoluzione potrebbe, forse, rimettere le cose a posto. Così dopo che in precedenza sono stati spesi centinaia di migliaia di euro per rifare il bagno privato della stanza del Direttore, per condizionatori anche nei sottoscala, per piantumare alberi, per installare telecamere in ogni dove, ecc ecc, ora si prospetta uno spostamento dell’intera Direzione Sanitaria nella ex Pediatria. In effetti, questi sono i veri problemi dell’Ospedale e bisogna affrontarli subito”.

Emergenza covid

“Nel frattempo nulla è stato fatto per prepararsi alla nuova ondata di Covid-19 e prevenire le infezioni, ad esclusione della messa in funzione della macchina per elaborare i tamponi, ma naturalmente senza nuovo personale nel laboratorio, da sempre carente”.

I problemi dei reparti

“Il Pronto Soccorso continua a soffrire per la carenza di personale e per mancanza di tecnologia che rende il lavoro di medici e infermieri più stressante.

Il reparto di Geriatria è quasi scomparso poiché senza medici, andati altrove per avere

migliori prospettive, quello di medicina è in sofferenza per lo stesso motivo.

I vertici di Lecce continuano a tenere chiuso l’ambulatorio di terapia del dolore, primo

di Puglia, per improvvisa mancanza di accreditamento e per lo stesso motivo impediscono alla Terapia Intensiva post Operatoria, faticosamente avviata tra mille difficoltà a giugno e sempre in attesa della strumentazione finanziata con 200.000 euro di donazione dalla BCC di Leverano, di poter lavorare.

Il reparto di ortopedia, in sofferenza poiché quattro medici non sono più rientrati dai vari ospedali dove sono stati spostati, continua a non trattare le numerose urgenze da Pronto Soccorso.

Il reparto di Chirurgia lamenta la perdita di alcuni medici spostati presso l’ospedale di Gallipoli, ma rappresenta una valvola di sfogo del Fazzi, che eternamente senza posti letto, vi invia le urgenze.

In tutto questo caos, non si è impedito alle ditte appaltatrici, di sostituire le fotocopiatrici anche nei reparti chiusi da oltre due anni e solo per puro caso si è sventato il tentativo, richiesto sempre da Lecce, di smontare le lampade che illuminano il tavolo operatorio, da una sala operatoria di Copertino per spostarle a Lecce”.

Il servizio mensa

“Situazione tragicomica per il servizio mensa, le cui dipendenti sono a rischio licenziamento, che fornisce più pasti ai dipendenti che ai pochi pazienti ricoverati.

La politica, che in cinque anni ha completamente distrutto l’ospedale più efficiente della provincia di Lecce, in campagna elettorale aveva promesso di trasformarlo in un gioiellino ma, oramai, è solo un pot-pourri in cui pochi lavorano e per questo sono bistrattati, e tanti vivacchiano, senza una missione vera, senza più primari, con la quasi totalità dei dipendenti attivi, oramai esasperati dalla decadente situazione e pronti a fuggire altrove.

Il nosocomio oggi offre pochissimi servizi agli utenti e si trascina tristemente, in attesa del colpo di grazia che, inesorabilmente, arriverà, vista la totale immobilità dei vertici aziendali e della politica.

La scrivente Organizzazione Sindacale Cobas Pubblico Impiego – conclude la lettera – proseguirà con le proprie contestazioni fino a che ogni reparto e servizio del San Giuseppe da Copertino non riprenderà completamente la propria attività”.



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