Snappet, il tablet in classe

Un progetto didattico per le scuola primaria e secondaria di primo grado, pensato per ottimizzare l’apprendimento scolastico di tutti gli alunni. Un suggerimento per tutte le scuole del territorio

Viviamo in una società dove l’informazione corre veloce, oltre i confini della stampa. Un’informazione che da un’ora all’altra cambia pagina, bombardando di notizie tutti gli utenti, per ogni fascia d’età.
E così la principale sfida delle strutture formative istituzionali è quella di conciliare saperi tradizionali e ritmi lenti di formazione del pensiero con l’enorme potenzialità attrattiva e comunicativa degli strumenti informatici e della rete.

Il progetto SNAPPET si inserisce perfettamente in questa sfida, facendo interagire metodi e contenuti classici della formazione primaria con gli strumenti di un ambiente altamente tecnologico.

Come si legge sul sito dedicato, tutto parte dalla Fondazione Snappetapprodata in Italia con lo scopo ben preciso di aiutare le scuole, gli insegnanti, gli alunni e le loro Famiglie a migliorare la qualità dell’istruzione e quindi dell’apprendimento scolastico, fornendo un esclusivo servizio che integra tablet computer e contenuti attraverso una piattaforma di sviluppo e di controllo gestita dagli insegnanti.L’affiancamento interattivo agli esistenti libri di testo operativi è basato sulle metodologie didattiche più utilizzate a livello locale e nazionale”.

Nei fatti, parte dei programmi didattici prevedono l’esecuzione di attività su supporti digitali, come tablet personali, sui quali svolgere esercizi che hanno un feedback immediato, cioè una verifica istantanea prodotta dal sistema e visualizzata in tempo reale dall’insegnante.

Questo nuovo metodo ha avuto subito effetti positivi, nell’ottica di una individualizzazione del processo di apprendimento degli alunni e di un approccio favorevole di alunni nati nell’era digitale.

Insomma, un’esperienza di grande valore didattico e d’immagine per gli Istituti Scolastici che lo adottano, certamente all’avanguardia verso nuovi approcci didattici in un’era in cui i nostri figli insegnano a noi genitori a utilizzare i nuovi supporti informatici. Farlo con consapevolezza e non solo per gioco, certamente aiuta nella formazione dei giovanissimi.



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