‘Strada Statale 275, non aver fatto l’opera è un danno immenso per il territorio’. L’ editoriale del Segretario Territoriale della Cisl di Lecce

Strada statale 275 Maglie – Leuca, i costi del non aver fatto l’opera infrastrutturale nell’editoriale del Segretario Territoriale della Cisl di Lecce, Donato Congedo

La strada statale 275 Maglie – Santa Maria di Leuca costituisce da anni un collegamento problematico, non solo per la sua larghezza insufficiente (variabile intorno agli 8 metri) ma soprattutto per i numerosi attraversamenti di centri abitati che producono notevoli rallentamenti e disturbi ai nuclei urbani limitrofi. Inoltre, la strada è poco sicura ed interessata da numerosi incidenti anche mortali. L’ultimo, purtroppo, avvenuto qualche giorno fa.
Nonostante l’importanza dell’opera e l’interesse pubblico alla sua realizzazione, sono emerse, nel corso degli anni, non poche problematiche e limiti nel procedimento di attuazione.

Si è trattato, perlopiù, di ostacoli determinati dal prevalere di scelte dettate da interessi di parte e dalla mancanza di un coordinamento adeguato fra tutte le istituzioni coinvolte.

Ciò ha comportato un aggravio di costi ed una dilatazione considerevole dei tempi di messa in opera. Il primo progetto, infatti, è stato redatto nel 1995 e ricompreso, nel 2001, tra i Sistemi stradali e autostradali del Corridoio Plurimodale Adriatico, mentre l’approvazione di quello definitivo da parte di Anas è avvenuta nel 2005.

Tuttavia, a seguito della dichiarazione di Anac di illegittimità dell’ammissione alla gara, nel dicembre 2016 l’Anas ha disposto la revoca della procedura di gara e avviato la project review dell’opera.

Il progetto di ammodernamento della S.S. 275 rappresenta un tassello dell’intero sistema infrastrutturale integrato, in grado di rilanciare l’economia di un territorio, come quello salentino, di creare sviluppo e di aumentare il livello di competitività del Mezzogiorno.

Esistono, infatti, numerosi studi che dimostrano come l’aumento della dotazione infrastrutturale di trasporto di un Paese incida in maniera rilevante sul tasso di sviluppo dello stesso. Altre ricerche, poi, hanno argomentato come un miglioramento generalizzato dell’accessibilità e della dotazione infrastrutturale funga da fattore chiave nella redistribuzione del reddito e nell’abbattimento delle disuguaglianze.

Buona parte dei concetti riguardanti l’impatto delle infrastrutture di trasporto sull’economia evidenziano, inoltre, come la riduzione dei costi e dei tempi permetta di ottenere economie di scala e una più accentuata specializzazione produttiva. Secondo questa impostazione, infatti, grazie a un miglioramento infrastrutturale, un’impresa situata in una data area può avere accesso a un mercato più ampio.

Un elevato grado di accessibilità, infatti, è in genere un fattore positivo per lo sviluppo. Alla luce di ciò, oltre ai benefici stimati nell’analisi ACB (Analisi Costi Benefici), è possibile considerare anche gli effetti positivi addizionali di natura socio-economica che ricadono sull’intero territorio attraversato dall’infrastruttura, in particolare: crescita dei valori immobiliari nelle zone attraversate dall’arteria stradale; incremento dei flussi turistici in termini di ricadute sul Pil; maggiore sviluppo del sistema infrastrutturale della regione; impatti sul sistema aeroportuale locale; impatti sui flussi commerciali e la produttività locale; impatti sulla valorizzazione del patrimonio artistico e naturale.

In termini di effetti positivi per il territorio salentino, considerando le ricadute economico-sociali legate alla realizzazione dell’opera, uno studio commissionato ad hoc per effettuare l’Analisi Costi Benefici, ha evidenziato i seguenti risultati: 25,6 milioni di euro per quanto riguarda il mercato immobiliare e 8 milioni di euro per il turismo.

Donato Congedo, Segretario Territoriale CISL Lecce

Da aggiungersi ai benefici netti misurabili in 95 milioni di euro in un arco temporale di 30 anni. Questo significa che il nostro territorio, per ogni giorno che passa, subisce una perdita economica di 8.700 euro.

Per comprendere, infine, quanto sia fondamentale accelerare i tempi per arrivare il prima possibile ad aprire il cantiere, basti considerare i Costi del Non Aver Fatto.

Si tratta di misurare, a consuntivo, i costi (o mancati benefici) causati dal non aver fatto nulla e dunque non aver realizzato l’opera nei tempi stabiliti. I benefici stimati – in termini di risparmio di tempo, di costi di trasporto, di incidentalità evitata, di impatti ambientali e sociali – che si sarebbero potuti avere a seguito della realizzazione nei tempi concordati in sede di definizione del progetto, ammontano a 140 milioni per il periodo 2007-2017 e 37 milioni per il periodo 2015-2017.

E’ quanto mai fondamentale che le Istituzioni ed in particolare le Autorità competenti si attivino per rimuovere quelli che ancora oggi rappresentano gli ostacoli che non permettono la cantierizzazione di un’opera considerata strategica. Ci riferiamo al Ministro Raffaele Fitto, oggi titolare anche della delega per il Sud, passando dal Commissario nominato da Anas Vincenzo Marzi, al quale sarebbe opportuno affidare poteri straordinari, per arrivare poi alla Regione Puglia, co-finanziatrice dell’opera, che dovrebbe a nostro avviso svolgere un ruolo più incisivo affinché si giunga finalmente alla fase esecutiva.

Ad oggi le dichiarazioni rese proprio dal Commissario Marzi a margine della riunione dei giorni scorsi in Provincia di Lecce con i sindaci interessati al tracciato lasciano spazio ad un cauto ottimismo. Dalle stesse, infatti, si evince che entro la primavera del 2023 dovrebbe andare in gara l’affidamento dei lavori anche se restano ancora delle prescrizioni e degli adempimenti burocratici (tra i quali il rilascio dell’autorizzazione all’impatto ambientale che compete alla Regione) che speriamo non blocchino per l’ennesima volta l’iter di completamento della procedura per arrivare finalmente a vedere l’apertura del cantiere.



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