C’è un momento in cui il Salento torna a parlare di tradizione. Succede il 19 marzo, quando le case, le piazze e le strade di molti comuni si animano per assistere ad una delle “usanze” più affascinanti della cultura locale: le Tavole di San Giuseppe, altari domestici allestiti come gesto di ringraziamento e di devozione che profumano di fritto, di miele e di comunità. A Maglie, quest’anno, questo rito fatto di pane e preghiere prende vita grazie agli occhi curiosi e alle mani entusiaste dei più piccoli. Non tra le mura della stanza più bella, ma tra i banchi di una scuola.
La scuola che diventa custode delle tradizioni
Ci sono tradizioni che non si limitano a essere ricordate. Ci sono tradizioni che continuano a vivere perché qualcuno sceglie di custodirle e tramandarle. Saranno, infatti, gli alunni e le alunne della Scuola primaria “Via Lanoce”, dell’Istituto Comprensivo Principe di Piemonte di Maglie, a dare vita alla Tavola di San Giuseppe, in programma il 19 marzo 2026 a partire dalle ore 10.45, con la possibilità di visitarla fino alle 16.00.
“Il nostro Istituto, tra i più antichi della provincia di Lecce, ha da sempre rivolto un’attenzione particolare al rispetto delle tradizioni, nella convinzione che, tramandarle di generazione in generazione, rappresenti il segreto per rafforzare il senso di identità della nostra Comunità. In tale ottica, il nostro Istituto ha promosso ed organizzato la “Tavola di San Giuseppe”, onorando con devozione la ricorrenza di tale tradizione culturale” ha dichiarato la Dirigente Scolastica, prof.ssa Roberta Longo che ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento ai genitori e ai docenti “per l’impegno profuso nell’organizzazione dell’evento e per il costante supporto che quotidianamente offrono alla nostra comunità scolastica.”
Allestire una tavola in onore di San Giuseppe non è solo un progetto didattico messo in piedi grazie al lavoro delle insegnanti o all’aiuto delle famiglie, unite dal desiderio, condiviso, di trasmettere l’importanza di avere delle radici. In questo caso, i protagonisti più autentici di questa piccola lezione di identità sono i bambini.
Attraverso gesti semplici — preparare, raccontare, osservare — imparano qualcosa che nessun libro potrebbe insegnare allo stesso modo: che la cultura di un territorio vive soprattutto nelle persone che la custodiscono. Scoprono che dietro ogni piatto c’è una storia tramandata sottovoce, di generazione in generazione. Che dietro ogni gesto c’è un significato. Scoprono che nel Salento la Tavola di San Giuseppe non è solo una tavola imbandita, ma una storia fatta di gratitudine, fede, condivisione e ospitalità.
Perché le tradizioni non si possono leggere sui libri. Le tradizioni, quelle vere, hanno bisogno di essere vissute. E quando una scuola sceglie di fare questo, non sta soltanto insegnando una ricorrenza. Sta costruendo un ponte tra passato e futuro.
Un ponte che parte dalle radici del Salento e arriva con la delicatezza di una tovaglia bianca ricamata a mano fino alle nuove generazioni.