Turni di lavoro al Dipartimento ‘Fire Fighters’ della Ntc di Nardò. È scontro tra Fiom Cgil e Fim Cisl

Per la Fiom Cgil l’accordo sperimentale è pericoloso e favorevole solo all’azienda. Per la Fim Cisl migliora la qualità della vita dei dipendenti.

I nuovi turni di lavoro dei dipendenti del dipartimento Fire Fighters (gli addetti all’intincendio) della Ntc – Nardò Technical Center, centro prove dei prototipi automobilistici del Gruppo Porsche, finiscono al centro di una dura battaglia sindacale.

Addio confederalità nel Salento, verrebbe da dire. Già, perché dopo lo strappo nel settore dei trasporti per l’entrata in vigore del nuovo orario e dei nuovi percorsi dei bus urbani di Lecce che hanno causato lo sciopero dei dipendenti della Sgm il 17 giugno scorso, il conflitto tra Cgil e Cisl si ripete anche nel settore metalmeccanico.

Dure critiche di Fiom Cgil: ‘”Traditi gli impegni contrattuali assunti”

L’intesa raggiunta nell’importante azienda neretina che porta i turni di lavoro da 8 a 12 ore fu siglata la prima volta ad aprile 2021per essere poi prorogata fino ad aprile 2023. Forti le critiche di Ciro Di Gioia, segretario generale della Fiom Cgil Lecce: “Il nuovo schema di turnazione avvantaggia esclusivamente l’azienda dal punto di vista economico, ma penalizza i lavoratori innanzitutto dal punto di vista della sicurezza. Non servono grandi competenze tecniche per comprendere, ad esempio, che mettersi al volante per tornare a casa dopo un turno di lavoro di 12 ore ininterrotte è rischioso. Senza dimenticare la penalizzazione economica: tutti gli istituti di natura legale e contrattuale, sono parametrati sulle 8 ore”.

Insomma l’intesa sarebbe da respingere con forza, dal momento che si applica in un settore sensibile per la sicurezza sul luogo di lavoro, come quello degli addetti all’antincendio. E poi perché riprodurrebbe uno schema pericoloso che, a detta della Fiom Cgil di Lecce, potrebbe essere replicato anche ad altre aree dell’azienda.

“Il contratto collettivo nazionale di lavoro è lo strumento di garanzia normativa universale per lavoratori e imprese – conclude Di Gioia -. Se a piacimento si deroga in peggio per i lavoratori, siamo alla giungla delle regole, al ‘tutti contro tutti’ dove vince sempre e soltanto il più forte, cioè l’azienda. L’accordo della Ntc rappresenta un autentico tradimento degli impegni contrattuali assunti”.

La risposta di Fim Cisl: ‘L’accordo migliora la qualità della vita dei lavoratori”

La replica della Fim Cisl Lecce non si è fatta attendere. Il segretario generale Maurizio Longo si dice basito dalle critiche dei colleghi della Fiom e in un lungo comunicato precisa vari passaggi: “Innanzitutto constatiamo che è la prima volta che una sigla sindacale critica gli accordi raggiunti sulla base della volontà espressa dai lavoratori, visto che l’accordo sperimentale è stato sottoposto al voto e alla valutazione degli interessati che, dopo approfondite e vagliate analisi, hanno sostenuto favorevolmente la soluzione proposta in sede di turnazione. Non si è trattato di certo di un’imposizione aziendale sui nostri lavoratori ma di una loro scelta consapevole, legittima e funzionale! L’accordo sperimentale è stato voluto e votato dai lavoratori perché migliora la qualità della loro vita. Le polemiche della Fiom Cgil appaiono non solo antistoriche ma anche pretestuose!”

Alla Fim non vanno giù le parole di Di Gioia sugli esclusivi vantaggi dell’azienda e sui rischi per la vita dei lavoratori. Parole che hanno acceso gli animi e che sembrano allontanare ogni forma di collaborazione e pacificazione: “L’accordo produce effetti positivi in termini work-life balance sui lavoratori visti i minori accessi in azienda (quindi più tempo per le proprie famiglie, per i propri affetti e per i propri interessi oltre ad un conseguente risparmio sul carburante, cosa non trascurabile di questi tempi…). Si tratta di una turnazione non replicabile su altri reparti per le peculiarità dello stesso (facciamo qui riferimento, ad esempio, ai periodi di inattività). Sotto il profilo della sicurezza è stato effettuato ogni approfondimento ed è stato adottato il principio della massima cautela su ogni scelta, con la costante apertura ad ogni possibile miglioramento. I lavoratori facenti parte del reparto “Dipartimento Fire Fighters”, in più occasioni negli anni antecedenti all’introduzione della nuova turnazione, avevano esposto criticità ed esigenze nuove, cercando di individuare soluzioni gestionali da adottare al fine di migliorare la propria condizione di lavoro. La Fim Cisl non ha fatto altro che adoperarsi, accanto proprio ai lavoratori, per individuare un criterio che fosse il più vicino ai loro desiderata, attingendo da esperienze comparabili come il trattamento contrattuale dei Vigili Del Fuoco, così consentendo agli stessi di meglio gestire il proprio carico di lavoro complessivo in arco plurisettimanale”.

Sarebbe importante a questo punto sapere cosa ne pensano loro, i lavoratori cioè, i diretti interessati. Si sono sentiti scavalcati nelle loro scelte dal sindacato oppure hanno ottenuto ciò che chiedevano per migliorare la qualità della propria vita? Non è detto che a breve non possano fare sentire la loro voce in maniera chiara e inequivocabile.



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