Cirrosi epatica, al Dea il nuovo modello multidisciplinare


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Innovazione organizzativa e centralità del paziente. Nella giornata di ieri, presso il Dea del “Vito Fazzi”, è stato presentato il nuovo modello gestionale dedicato ai pazienti affetti da cirrosi epatica. L’iniziativa scaturisce dall’attivazione del nuovo Ambulatorio di Epatologia, guidato da Vincenza Di Gregorio e incardinato nella UOC di Gastroenterologia ed Endoscopia Universitaria, diretta da Antonio Facciorusso.

La cirrosi epatica non è una patologia isolata, ma una condizione sistemica complessa che richiede un monitoraggio costante e l’intervento di diverse figure professionali. Il nuovo modello punta a superare la frammentazione delle cure attraverso un’integrazione strutturata tra epatologia e gastroenterologia; medicina interna e chirurgia; nutrizione clinica e radiologia; oncologia e pronto soccorso

L’obiettivo è garantire una stratificazione del rischio accurata, ridurre i tempi decisionali nelle fasi acute e prevenire le complicanze più gravi, ottimizzando l’accesso a diagnosi e terapie avanzate.

“Mettiamo in rete professionalità e servizi per garantire risposte tempestive,” ha dichiarato il Commissario straordinario di Asl Lecce, Stefano Rossi. “Questo progetto è un esempio concreto di come l’innovazione organizzativa possa rafforzare il ruolo del nostro ospedale nella gestione di patologie complesse e croniche.”

Per facilitare il percorso di cura, i pazienti possono accedere all’Ambulatorio specialistico seguendo questi passaggi: impegnativa del medico di medicina generale con dicitura: “Prima visita gastroenterologica per patologia epatica”; Prenotazione tramite CUP e valutazione completa: se necessario, la visita sarà integrata in loco con esecuzione di ecografia addominale ed elastometria epatica (Fibroscan).