Alfonso Signorini, Amadeus e Vespa votati come Presidente della Repubblica, cari politici vergognatevi

Ad interrompere l’elenco delle schede bianche durante la prima votazione del Presidente della Repubblica sono stati i nomi di Alfonso Signorini, Bruno Vespa, Alberto Angela. Vanno bene i giochi, ma prendere in giro gli italiani no.

«Cuore allegro, il ciel lo aiuta», recita un vecchio proverbio che hanno fatto proprio molti parlamentari italiani chiamati a votare il Presidente della Repubblica. Da buoni mattacchioni, proprio come i protagonisti del mitico ‘Amici miei‘ di Mario Monicelli, hanno pensato bene di scrivere sulla scheda su cui avrebbero dovuto indicare la personalità che sostituirà Sergio Mattarella, i nomi di Alfonso Signorini, Amadeus, Bruno Vespa, Giuseppe Cruciani e così via. Nulla da dire contro di loro, gente perbene e bravi in quello che fanno. Ma è il contesto che stona.

Il tutto è avvenuto nel mezzo di un mare di schede bianche e soprattutto nel pieno di una pandemia che ha sfiancato gli italiani e che continua a destare preoccupazioni sanitarie, economiche e sociali. Un po’ di serietà ce la saremmo aspettata, e forse anche meritata. Non è dato sapere chi volessero far ridere o che messaggio volessero lanciare quei parlamentari che hanno segnato quei nomi, di certo hanno destato ancor più discredito su una categoria che non se la passa molto bene quanto ad autorevolezza.

Come non pensare che chi ha la pancia piena e che sta brigando in queste ore solo e soltanto per conservare il proprio posto di lavoro per altri 12 mesi a fronte di un lauto stipendio non abbia proprio a cuore i problemi di tutti quelli che in Italia non sanno come fare per andare avanti. Davanti ai partner internazionali che hanno avuto fiducia nel concederci fondi di debito comune per rilanciare il nostro Paese, sono stati tanti i deputati e senatori (o magari qualche delegato regionale) che hanno preferito giocare, scherzare, prendere in giro tutti, persino loro stessi che non hanno fatto una bella figura, nonostante siano rimasti anonimi.

Tutto si può comprendere, anche il tatticismo esasperato, ma come dicevano i latini est modus in rebus. C’è una misura in tutto, un limite che non si può oltrepassare, un confine di buon senso travalicato da quei nomi lanciati per irridere durante la corsa alla scelta della più alta carica dello Stato.

Ma siamo in Italia, l’avranno vinta loro. Continueranno a giocare per qualche altra votazione, salvo poi accodarsi al carro del vincitore. Senza preoccuparsi se tanti cittadini, disgustati anche dallo spettacolo di ieri, non si recheranno alle urne o andandoci scriveranno il nome di qualche concorrente del Grande Fratello.