Pizzica di speranza: ‘We’re All in the Same Dance’: il violino di Mauro Durante fa ballare tutti #NessunoEscluso

Sul brano di ‘We’re All in the Same Dance’ di Mauro Durante, ballerini di tutto il mondo danzano a sostegno della campagna di sensibilizzazione ai diritti umani promossa da Amnesty International Italia

We’re All in the Same Dance’ è il nuovo emozionante lavoro di Mauro Durante.

Il momento difficile di questa quarantena si traduce in speranza e unisce oltre cento ballerini in tutto il mondo, guidati dai passi di danza di Silvia Perrone. Il video, realizzato da Gabriele Surdo, racconta i passi di danza sulle note di ‘We’re All in the Same Dance’ e sostiene la campagna di sensibilizzazione promossa da Amnesty Internetional #NessunoEscluso.

La musica contro il silenzio, la vita che vince la paura. ‘We’re All in the Same Dance’ è una sintesi perfetta della speranza che unisce pensieri e cuori, che muove i corpi e scuote gli animi.

Note di tenacia e di forza dal magnifico violino di Mauro Durante che diventano ritmo travolgente che esorcizza il male, la solitudine e l’abbandono.

Nel buio della quarantena, Mauro Durante, violinista, percussionista e compositore, leader del pluripremiato gruppo di world music Canzoniere Grecanico Salentino, scrive il brano ‘We’re All in the Same Dance’ e lancia l’idea di creare un video musicale con contributi di danzatori di ogni genere e da tutto il mondo, che possano filmarsi dalla loro quarantena.

Al suo fianco, nello sviluppo e la creazione del progetto, la danzatrice Silvia Perrone, ideale trait d’union tra musica e immagine, e il regista Gabriele Surdo, che da forma al videoclip e riesce a produrre un’opera unitaria, organica, partendo da oltre 10 ore di filmati girati con semplici telefonini da più di cento danzatori in tutto il mondo.

Piedi, corpi, oggetti, animali e paesaggi diversi, che si fondono nello stesso racconto, la stessa danza.

I performer sono 112 danzatori, professionisti e non, provenienti da ogni parte d’Italia e da Spagna, Francia, Svizzera, Australia, Stati Uniti (New York, Los Angeles, Nashville, Minneapolis, Vermont e New Jersey), Lituania e India.

Il mix del brano è firmato dall’ingegnere del suono Francesco Aiello, altro componente del CGS, che ha ricevuto il materiale registrato in casa da Durante in condizioni e con attrezzature tutt’altro che ideali, e l’ha saputo tradurre in un suono equilibrato ed appassionato, fortemente evocativo.

#NessunoEscluso – campagna di educazione ai diritti

Lo abbiamo cantato a squarciagola e ballato fino a non avere fiato: “ci balla la pizzica moi, nu more mai!”.

Un ritmo ancestrale che esorcizza il male. Questa è la vera anima della pizzica. Musica che unisce. Oggi più che mai.

Chiusi in casa, ancora per poco, non possiamo abbracciarci. Incatenati, affrontiamo un male invisibile, infido e soffocante. Eppure, anche se lontani e separati fisicamente, sentiamo dentro la stessa urgenza, lo stesso fuoco: danziamo.

Scrutiamo l’orizzonte dietro alle finestre, ci aggrappiamo a ciò che ci sostiene in questi giorni bui, e muoviamo i primi passi.

Ci lasciamo andare alla danza al fine di esorcizzare un malessere che avvertiamo sotto pelle. Nelle nostre case, sui terrazzi, sui balconi, sulle scale antincendio, appesi al soffitto.

La musica e la danza liberano il nostro spirito dalla materia del corpo e ci proiettano in quella dimensione dalla quale possiamo vedere chiaramente il posto che occupiamo nell’universo. Un posto unico e centrale dal quale possiamo scorgere due orizzonti quello dell’infinitamente grande, l’estremo, il termine delle cose, il senso pieno della vita e dall’altra l’infinitamente piccolo, il nulla e il vuoto della morte.

Corpi e anime da ogni parte del mondo si muovono sulla stessa musica, come all’unisono.

Le differenze strutturali di ambiente, clima, architettura, età, classe e cultura sbiadiscono, fino a fondersi in un unico corpo, una sola energia, quella dell’orizzonte che guarda alla vita.

We’re all in the same dance. Insieme, ci curiamo.

E insieme ci salveremo.

Il video realizzato con le performance dei ballerini sulle note di ”We’re All in the Same Dance” opera un passaggio dal linguaggio dell’arte a quello dei diritti.

Lo sottolinea Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia: “dalla pandemia da Covid-19 potremo uscire solo se il diritto alla salute sarà garantito a ogni persona, se nessuno sarà lasciato indietro, se non vi saranno vite considerate sacrificabili per status, età od ogni altro motivo: per questo la campagna di Amnesty International Italia, una campagna di firme, donazioni, mobilitazioni, comunicazione, pressione politica ed educazione ai diritti, si chiama #NessunoEscluso. Alziamo la voce, danziamo uniti. E non ci fermiamo nel chiedere diritti”.

Al progetto hanno collaborato: Associazioni Culturali Besafe  e Canzoniere Grecanico Salentino oltre a Ada Lolli, Angelo Cotugno, David Jones, Flavio & Frank, Gabriele Perrone, Gillian Richmond, Giulio Bianco, Luca Coclite, Molly Stone, Pietro Tornese, Totò Nero De Lorenzis, Ivan Dovico Lupo, Annamaria Surdo e Nina.



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