​Nessuna calunnia nei confronti di un carabiniere: assolta l’ex moglie dello stragista Vantaggiato

Il gup di Brindisi ha assolto Giuseppina Marchello. La vicenda giudiziaria nacque dopo la denuncia di un maresciallo dei carabinieri nei confronti di Giovanni Vantaggiato e della ex moglie. Egli sarebbe stato ‘chiamato in causa’ dai coniugi per una presunta truffa.

Nessuna calunnia nei confronti di un carabiniere. Dopo l'assoluzione per la stesso capo di accusa di Giovanni Vantaggiato, stragista della scuola “Morvillo-Falcone” di Brindisi, arriva la medesima decisione dei giudici anche per l'ex moglie. Il gup Maurizio Saso del Tribunale a Brindisi ha assolto con formula piena, "perché il fatto non sussiste", Giuseppina Marchello 71enne originaria della provincia di Avellino – ma residente a Copertino – dall'accusa di calunnia. L'imputata è difesa dagli avvocati Ester Nemola e Viviana Labbruzzo. Nei suoi confronti, la Procura  aveva chiesto un anno di reclusione.
 
La vicenda giudiziaria nacque a seguito della denuncia di un maresciallo dei carabinieri nei confronti di Vantaggiato e della ex moglie. Il primo, ha poi chiesto di essere giudicato con il rito ordinario, mentre la signora Marchello con l'abbreviato. In entrambi i casi, il carabiniere ha invocato il risarcimento dei danni per essere stato calunniato. Cinquantamila euro, come provvisionale da devolvere ad un'associazione di volontariato. Alcune persone furono denunciate dalla ex moglie di Vantaggiato, Giuseppina Marchello, che risultava titolare di una ditta di carburante. La posizione del carabiniere fu comunque ben presto archiviata. Il processo si concluse con la sola condanna di Cosimo Parato a due anni e due mesi.
 
Durante il processo, il maresciallo sarebbe stato "chiamato in causa" da Vantaggiato e dalla Marchello (risultavano persone offese), nel corso di due udienze tenutesi il 7 aprile e il 6 ottobre del 2011. Loro, secondo l'accusa, dichiararono in aula come questi assieme a Cosimo Parato, fosse l'autore di un raggiro ai loro danni di circa 300mila euro. I due "complici " avrebbero ordinato una quantità di gasolio per un valore pari a quella somma; il carabiniere si sarebbe fatto garante del pagamento effettuato dal Parato, con assegni post-datati risultati "incapienti". I legali della Marchello sono riusciti invece a dimostrare come nella dichiarazione resa in aula non c'era intenzione di incolpare il maresciallo; lei avrebbe visto quest'ultimo insieme a Parato, quando questi si recò presso il deposito di carburanti (in realtà erano venuti separatamente), ma non intendeva indicarlo come suo "complice".
 
Ricordiamo che quella presunta truffa e la figura di Cosimo Parato furono considerati da  Giovanni Vantaggiato come la scintilla che scatenò la sua follia omicida. Lui, spinto da una rabbia incontenibile per il raggiro di cui sarebbe stato vittima, avrebbe confezionato tre bombe, facendole poi esplodere davanti all’ingresso dell’istituto professionale "Morvillo" di Brindisi il 19 maggio del 2012.
 
A seguito della potente deflagrazione, morì la giovane studentessa Melissa Bassi mentre altre ragazze rimasero gravemente ferite. 


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