Finte giornate di lavoro per truffare l’Inps e beneficiare delle indennità, arrestate tre persone

Inoltre ci sono altri cinque indagati. L’accusa è concorso in truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico

Nella mattinata di oggi a Monteroni e Copertino, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lecce, con il supporto dei colleghi delle stazioni locali, sono impegnati a dare esecuzione a un provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, emesso dal gip Alessandra Sermarini nei confronti di 3 persone di nazionalità italiana. Si tratta di: Mauro Luigi Giuseppe Petito, 58enne di Copertino, Giuseppe Petito, 31enne di Copertino e Leonardo Fema-Re, 60 anni di Veglie.Sono assistiti dagli avvocati Giuseppe, Michele e Giulia Bonsegna e potranno difendersi dalle accuse nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si svolgerà nelle prossime ore.

Nello specifico si tratta del rappresentate legale/prestanome, dell’imprenditore di fatto e del socio fondatore di una società cooperativa agricola con sede a Copertino, tutti ritenuti responsabili di “concorso in truffa ai danni dello Stato” e “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”. Contestualmente, i militari stanno notificando ad altri 5 indagati (un dottore commercialista, un consulente del lavoro, un titolare di una Associazione Onls e due proprietari che avevano dato la conduzione in comodato gratuito i propri terreni alla Cooperativa Agricola), l’informazione sul diritto di difesa.

L’attività di indagine, ha preso il via nel luglio del 2020 sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce – nella persona del Sostituto Procuratore Donatina Buffelli, è stata condotta attraverso attività ispettive; servizi di osservazione, controllo e pedinamento; sopralluoghi; perquisizioni e sequestri; escussioni a sommarie informazioni testimoniali e verifiche fiscali e ha consentito di raccogliere addebiti che riguarderebbero rapporti di lavoro fittizi dichiarati all’Istituto Previdenziale al solo fine di beneficiare delle indennità a sostegno del reddito (disoccupazione agricola, malattia, maternità, indennità Covid-19 ecc.),  a vantaggio di presunti lavoratori agricoli, nonché al fine di regolarizzare la posizione di 22 cittadini extracomunitari privi di regolare permesso di soggiorno.

La complessa attività di Polizia Giudiziaria ha, inoltre, consentito di richiedere l’emissione di 159 decreti penali di condanna per i reati previsti e puniti dagli artt. 110 e 640 bis del Codice Penale nei confronti di braccianti agricoli ritenuti falsi, che avrebbero conseguito per il periodo preso in esame (2017/2020) ingiusti profitti, per per una somma complessiva di un milione di euro.

Il presunto sodalizio criminoso aveva generato una “Società Cooperativa Agricola” con la sistematica denuncia di assunzione al Centro Territoriale per l’Impiego e la conseguente trasmissione trimestrale dei DM/AG all’Inps di  numerosa manodopera agricola.

Nel merito, dal febbraio 2017 al mese di dicembre 2020 sono state denunciate ben 37.432 giornate agricole che si presumono fittizie. In totale le persone interessate sono 259 di cui 22 cittadini extracomunitari privi di regolare permesso di soggiorno.

I reati ipotizzati di truffa e falso avrebbero comportato un danno all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale di circa un milione di euro e soltanto grazie all’intervento della Polizia Giudiziaria negli anni 2021e 2022 il pagamento è stato bloccato evitando un ulteriore esborso di circa 300mila euro.

Nell’attività d’indagine ha partecipato personale dell’Inps, che ha fornito un valido ed efficace supporto soprattutto nella quantificazione del danno erariale.



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