Il denaro serviva per pagare un grosso debito. Si giustifica così il rapinatore della Banca Popolare

È durata poche ore la fuga dell’uomo che nella mattinata di ieri ha rapinato l’istituto di credito. A incastrarlo le immagini di videosorveglianza e gli appostamenti degli agenti della Questura di Lecce.

Sarà stata la voglia di scampare alla noia degli arresti domiciliari, oppure la necessità di procurarsi una grossa somma di danaro per saldare un debito – così come ha dichiarato agli inquirenti – fatto sta che la sua fuga è durata solo una manciata di ore e adesso si trova ristretto presso il carcere di “Borgo San Nicola” a Lecce.

Ha un nome, Ivan Pedone e un volto il rapinatore solitario che, nella tarda mattinata di ieri armato di taglierino e con volto travisato da sciarpa e cappellino ha fatto irruzione all’interno della Banca Popolare di Puglia e Basilicata di Lecce, sita in viale Japigia e, sotto la minaccia dell’arma bianca, si è fatto consegnare circa 11.500 euro dandosi alla fuga a bordo di uno scooter.

L’avvio delle indagini

Gli investigatori della Squadra Mobile, una volta sul posto, hanno avviato tempestivamente le indagini, partendo dall’acquisizione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza di una farmacia vicina, mettendoli a confronto con quelli dell’istituto di credito, la cui comparazione ha consentito di verificare che il malvivente responsabile della rapina era arrivato ed andato via a bordo di uno scooter di colore rosso.

Attraverso un servizio mirato di pattugliamento in città, effettuato anche dalle volanti e finalizzato al ritrovamento dello scooter gli agenti, poco dopo, hanno trovato uno scooter molto simile a quello visionato nelle immagini di sorveglianza, parcheggiato in una via della zona 167.

Gli uomini della Questura insospettiti hanno tenuto sotto osservazione il ciclomotore, alla cui guida, dopo alcune ore, si è posto un uomo già noto forze di Polizia, anche perché sottoposto agli arresti domiciliari, e sorpreso fuori dalla propria abitazione.

L’uomo è stato fermato e dalla perquisizione del veicolo è emerso che anche il casco, presente nel vano sottosella, fosse identico a quello indossato dal responsabile della rapina commessa in mattinata.

La confessione

Posto alle strette dai tantissimi elementi probatori che via via si stavano svelando, il fermato non ha potuto far altro che ammettere le proprie responsabilità in ordine alla rapina compiuta e, inoltre, ha anche dato indicazioni sul luogo dove aveva buttato gli indumenti utilizzati per il colpo, che sono stati successivamente recuperati all’interno di un bidone per la raccolta differenziata posto alle spalle della sua abitazione.

Il malvivente ha giustificato la rapina per saldare debiti contratti per l’acquisto di sostanza stupefacente.

“La breve risoluzione di questo caso è frutto dell’importante apparato che la Polizia di Stato ha messo in piedi sul territorio salentino, specialmente in questo periodo in cui si registra un aumento della popolazione dovuta alle vacanze del Natale”, ha affermato il Vicequestore Vicario, Nicola Miriello.

“Il nostro compito è quello non solo di fornire al cittadino sicurezza, ma anche e soprattutto riuscire a farla percepire allo stesso.

A ogni modo la Polizia di Stato è parte integrante della comunità e chiediamo agli abitanti del territorio di rendersi sempre più partecipi, segnalando eventuali episodi sospetti, perché, in tantissimi casi, l’attività investigativa prende il via da una semplice indicazione”.

Il rapinatore è stato sottoposto a fermo di indiziato per il delitto di rapina aggravata e tratto in arresto in flagranza per il reato di evasione dagli arresti domiciliari ed è stato associato presso la Casa Circondariale di “Borgo San Nicola”. Per quel che riguarda il ritrovamento, mancano all’appello il taglierino utilizzato per compiere la rapina, probabilmente gettato via poco dopo aver compiuto il furto e il denaro, subito utilizzato, ripetiamo, per pagare un debito contratto.