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Delibera in odor di falso del Comune di Tuglie. Assolti il sindaco Stamerra e l’ex Assessore Gabellone 

by Angelo Centonze
23 Marzo 2021 17:07
in Cronaca
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Arriva l’assoluzione per il sindaco e per l’ex giunta comunale di Tuglie in merito ad una presunta falsa delibera per l’approvazione del bilancio del 2014.

Il giudice monocratico Annalisa De Benedictis, al termine del processo, ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste”: il sindaco della lista civica “Insieme per Tuglie” Massimo Stamerra, 58 anni ed il vice sindaco Silvia Romano, 44 anni. E poi, Francesca Solida, 38 anni, assessore alla pubblica istruzione; Chiara Boellis, 42 anni, ex assessore allo sport e Antonio Gabellone, 62 anni, all’epoca de fatti, assessore ai lavori pubblici (ed ex presidente della Provincia) e la ex segretaria comunale Anna Traldi, 65 anni. Rispondevano dell’accusa di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale.

Assolto anche Cosimo Barone, 61 anni, dirigente del settore Bilancio, Servizi finanziarie e Tributi che rispondeva dell’ipotesi di reato di favoreggiamento.

In precedenza, il vpo d’udienza Antonio Zito ha invocato la condanna ad 1 anno per ciascuno e 6 mesi per il solo Barone.

L’accusa

Secondo l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Emilio Arnesano, la Giunta Comunale di Tuglie, durante la notte del 29 aprile del 2015, avrebbe dichiarato falsamente di avere approntato una delibera per l’approvazione del bilancio del 2014. Infatti, la giunta avrebbe indicato come fondo del contenzioso, la somma di 423.765 mila euro, ma in realtà tale dato non poteva averlo a disposizione né dedurlo in alcun modo. Tale cifra sarebbe stata comunicata il 5 giugno del 2015, con nota protocollata da un funzionario. Dunque, a 37 giorni di distanza dalla presunta riunione di giunta, che si contesta esserci stata.

Riguardo il favoreggiamento contestato al dirigente comunale, il pm non crede a Barone quando sostiene (in una nota protocollata del 26 ottobre) di aver pubblicato un allegato sbagliato, per un mero errore materiale.

Tutto è nato da un esposto

L’inchiesta, condotta dai poliziotti della Digos, è stata avviata dopo l’esposto presentato in Procura dai consiglieri di opposizione: Antonio Vincenti, Alessandra Moscatello, Giovanni Luigi Petruzzi e Leonilda Anita Marzano che hanno sostenuto come la seduta del 28 aprile del 2015 terminò a notte fonda, ma che successivamente tutti andarono a casa, compresa la maggioranza e gli assessori. Inoltre, i denuncianti ritengono che il falso sia stato messo in atto per non incorrere nelle sanzioni previste dal decreto Renzi sulle procedure da seguire nei bilanci consuntivi.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Andrea Sambati, Francesco Piro e Pietro Quinto.

Tags: assoluzioni
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