L’aumento dei casi di Epatite A registrato in diverse regioni italiane ha fatto scattare l’allerta sanitaria anche nel Salento. Sebbene la situazione locale non sia ancora di emergenza, i numeri parlano chiaro: dall’inizio del 2026 sono già stati registrati 3 casi in provincia di Lecce, un dato significativo se confrontato con i 4 casi totali dell’intero 2025.
Per questo motivo, i Servizi Veterinari del Dipartimento di Prevenzione della Asl Lecce hanno deciso di potenziare le misure di sorveglianza e le attività di informazione alla popolazione.
L’Area Igiene degli Alimenti di Origine Animale ha intensificato le verifiche lungo tutta la filiera della pesca. L’obiettivo è garantire che i prodotti che arrivano sulle tavole siano sicuri e tracciati. Le attività si stanno concentrando sulla verifica dei protocolli di sanificazione dei molluschi bivalvi vivi; controllo rigoroso della tracciabilità e delle modalità di conservazione e monitoraggio batteriologico e virologico mirato alla ricerca del genoma del virus dell’Epatite A.
Il virus dell’Epatite A si trasmette principalmente per via oro-fecale. Il contagio avviene tramite ingestione di acqua o alimenti contaminati (molluschi, vegetali crudi, frutti di bosco) e contatto diretto con persone infette in condizioni igieniche precarie.
“L’adozione di corrette pratiche igienico-sanitarie rappresenta lo strumento fondamentale per la prevenzione”, spiega Sergio De Pascali, Coordinatore dei Servizi Veterinari della ASL Lecce.
Per ridurre a zero il rischio di infezione, gli esperti raccomandano di seguire alcune regole d’oro durante l’acquisto e il consumo di cibo come evitare assolutamente il consumo di cozze, vongole e altri molluschi bivalvi crudi o poco cotti; acquistare solo prodotti confezionati ed etichettati all’origine presso esercizi autorizzati, non acquistare molluschi immersi in acqua, a meno che il punto vendita non sia un centro di spedizione autorizzato con vasche a norma; lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo; i frutti di bosco surgelati devono essere consumati solo dopo una bollitura di almeno 2 minuti a 100°C; utilizzare sempre acqua da fonti sicure e certificate; evitare il contatto tra alimenti crudi e cotti e diffidare degli ambulanti che operano in condizioni igieniche precarie o non autorizzate.