Chiese una “bustarella” per una pratica. Condannato un ex Dirigente della Conservatoria

Giovanni Scrimieri, 65enne di Cutrofiano, ha patteggiato la pena dinanzi al gup Edoardo D’Ambrosio. I fatti contestati dalla Procura risalgono al mese di giugno del 2016

Arriva la condanna a 1 anno e 10 mesi, per l’ex Dirigente della Conservatoria, accusato di avere chiesto una “bustarella” per il disbrigo di una pratica. Giovanni Scrimieri, 65enne di Cutrofiano, ha patteggiato la pena dinanzi al gup Edoardo D’Ambrosio. In precedenza, i suoi legali Cristiano Solinas e Domenico Ettore Bruno, avevano “concordato” la pena con il sostituto procuratore Luigi Mastroniani. Il giudice ha disposto per l’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena.

I fatti contestati dalla Procura risalgono al mese di giugno del 2016. Scrimieri rispondeva, a seguito dell’avviso di conclusione delle indagini, di induzione indebita a dare o promettere utilità, tentata induzione indebita e abuso d’ufficio.

La tentata induzione indebita era per un fatto avvenuto a Lecce, il 22 ottobre 2015. Secondo l’accusa, Scrimieri – abusando della sua qualità e dei suoi poteri di Dirigente della Conservatoria – avrebbe ‘chiesto’ una “bustarella” di 350 euro ad una donna di Trepuzzi che si era rivolta all’Ufficio per registrare un atto di asservimento di alcuni terreni di proprietà sua e del coniuge. La malcapitata non ha assecondato quella ‘insolita’ richiesta e si è rivolta all’Autorità Giudiziaria competente per denunciare l’accaduto. È assistita dall’avvocato Paolo Spalluto.

Riguardo l’accusa di induzione indebita, invece, il 65enne avrebbe, in più occasioni, abusato dei suoi poteri e del suo ruolo per “agevolare” lo studio di consulenza ipotecaria e catastale della compagna che, secondo l’accusa, era utilizzata come mera copertura formale per l’attività di consulenza privata svolta “illegittimamente” da Scrimieri. T

anti i comuni della provincia di Lecce che si sono rivolti al lui per ottenere velocemente la trascrizione degli atti presso la Conservatoria, facendosi dare/promettere compensi in denaro per servizi apparentemente resi dalla società, ma effettivamente prestati dall’uomo per ottenere più rapidamente e senza ostacoli la trascrizione degli atti pubblici da loro rogati o delle scritture private autenticate che venivano a lui presentate per la trascrizione e la registrazione.

Per questa accusa, Scrimieri è stato invece assolto, “perché il fatto non sussiste”. Non solo, poiché in precedenza, è arrivata l’archiviazione per la posizione della moglie (assistita dall’avvocato Cristiano Solinas) e per i segretari comunali.

Invece, Scrimieri è stato condannato per il reato di abuso d’ufficio, “nato” dal conflitto di interesse, tra la società della compagna e il suo ruolo di dirigente della Conservatoria.

Ricordiamo che nel febbraio del 2017, Scrimieri venne anche raggiunto da una misura interdittiva per 1 anno dal ruolo di Dirigente, eseguita dagli uomini della Digos. Il pm Angela Rotondano aveva anche chiesto l’arresto, rigettato dal gip Antonia Martalò.



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