Stretta dei Carabinieri nel Salento, tre arresti in 24 ore per violenza domestica


Condividi su

Prosegue senza sosta l’azione dell’Arma dei Carabinieri su tutto il territorio della provincia di Lecce. Nelle ultime 24 ore, i militari hanno eseguito quattro provvedimenti restrittivi, confermando la massima attenzione alla prevenzione dei reati contro la persona e al contrasto delle condotte violente in contesti familiari.

A Trepuzzi, i Carabinieri hanno rintracciato un uomo di 39 anni, condannato in via definitiva a un anno e sei mesi di reclusione per violenza domestica ai danni dell’ex moglie. L’indagine, scattata dopo la denuncia della vittima nell’aprile scorso, ha accertato ripetuti episodi di minacce e lesioni. L’uomo sconterà la pena in regime di detenzione domiciliare.

A Nardò, un 51 del posto è stato condotto in carcere per espiare una condanna definitiva relativa a maltrattamenti contro familiari commessi fino al 2021. Simile il destino di un 49enne di Casarano, arrestato e trasferito presso la Casa Circondariale di Lecce: l’uomo deve scontare 3 anni e 6 mesi per atti persecutori e maltrattamenti verso l’ex coniuge risalenti al 2023.

L’operazione più complessa ha riguardato Squinzano, dove i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Campi Salentina hanno arrestato un 53enne residente a Cellino San Marco. L’individuo, legato ad associazioni dedite al traffico di stupefacenti, era sparito dai radar lo scorso 20 gennaio, non rientrando in carcere mentre beneficiava del regime di semilibertà.

Dopo una meticolosa attività di ricerca, l’uomo è stato rintracciato e dovrà ora scontare una pena residua di oltre 20 anni di reclusione. Nel corso dell’intervento è stata denunciata per favoreggiamento anche una donna di 46 anni, accusata di avergli fornito rifugio nella propria abitazione.

Questi interventi testimoniano il costante impegno nel contrastare la violenza domestica, un fenomeno insidioso che richiede la massima collaborazione delle vittime per consentire un intervento tempestivo delle istituzioni.”

Naturalmente, procedimenti ancora in fase preliminare, la colpevolezza degli indagati dovrà essere accertata in sede di processo.