Chiude il Centro Nuova Itaca nell’indifferenza, gli operatori: ‘State distruggendo una famiglia’

Una lettera dell’Ambito Sociale di Zona invita i ragazzi che sono stati ospiti ad iscriversi ad altre strutture. 16 operatori sul piede di guerra, Leccenews24.it al loro fianco

Ci sono persone alle quali dovremmo dire solo grazie. Grazie per la dedizione e la professionalità con cui si dedicano ai ragazzi disabili del territorio, regalando loro momenti di divertimento e di inclusione. Grazie per l’amore con cui insegnano loro qualcosa, a cominciare dalle piccole azioni della semplice quotidianità.

Niente, nulla da fare, invece. Viviamo in una società che confina nelle riserve e nelle sacche la sofferenza ed il dolore. La diversa abilità è qualcosa che non ci riguarda, che è toccata in sorte ad altri e non ci sfiorerà mai. È, invece, una condizione che è nascosta dietro l’angolo e potrebbe interessare tutti.

Non occuparsene non è solo insensibile, è un vero e proprio boomerang sociale. E nessuno venga a tirare fuori la storia trita e ritrita, al punto da essere diventata stucchevole, della spending review, dei soldi che non ci sarebbero, delle ristrettezze.

Noi di Leccenews24 non ci crediamo, anche perché ogni giorno siamo testimoni degli sprechi pubblici. Ma lì dove si dovrebbe intervenire, ovviamente non si interviene…

La lettera inaspettata

Vi raccontiamo così la storia degli operatori del Centro Socio Educativo e Riabilitativo “Nuova Itaca” che il 31 luglio ha chiuso le attività per la pausa estiva. Il giorno dopo, all’improvviso, hanno ricevuto una bella lettera che riportiamo:

“Siamo venuti ad apprendere in data 1 agosto una notizia sconcertante. Una lettera da parte dell’Ambito Territoriale di Lecce invita le famiglie a non iscrivere i propri figli tramite buoni servizio al nostro centro, definendone così la chiusura in data 30 settembre 2019″.

Pertanto dal 1 ottobre, 16 operatori rimarranno senza lavoro dopo oltre 15 anni di onorato servizio in cui si sono dedicati con abnegazione, affetto e dedizione. Senza contare il disagio che verrà creato agli utenti e alle loro famiglie che si ritroveranno catapultati in nuove realtà a loro sconosciute, destabilizzandoli.

“Da tempo noi operatori chiedevamo una soluzione da parte delle istituzioni: ASL, Regione Puglia e Comune. Inizialmente ci hanno promesso di perorare la nostra causa, mentre veniamo a scoprire che la chiusura era già stata decisa e che quindi tutte le promesse si sono rivelate uno specchietto per le allodole. Denunciamo l’abbandono totale di tutte le istituzioni che hanno dimostrato di non avere nessuna sensibilità nei confronti dei ragazzi diversamente abili, delle loro famiglie e del personale in servizio”.

Già, perché dopo il rapporto di affetto e di condivisione che si era creato tra i ragazzi e gli operatori, tutto potrebbe essere risolto con un colpo di spugna.

Gli operatori dovrebbero andarsi a trovare un altro lavoro e i ragazzi un’altra struttura. Tutto molto semplice, e soprattutto tutto già visto…

“Il disabile non è un numero o un pacco da spostare come si vuole a convenienza – scrivono da Nuova Itaca – ma sono creature speciali da tutelare e preservare nella loro globalità, in particolare sotto l’aspetto relazionale e di fiducia costruita con fatica negli anni”.

L’appello alla politica

Quindi ecco l’appello ai decisori pubblici, ai politici, a coloro che possono fare qualcosa. Leccenews24 ha fatto le opportune verifiche, dopo questo appello accorato che deve essere ascoltato. Sappiamo che alcuni assessori e alcuni sindacalisti si sono interessati personalmente alla vicenda, anche con grande sensibilità. Il fatto è che l’interesse non basta, non è sufficiente. Occorre trovare una soluzione! Bisogna passare dalla contrizione all’azione. Nessuno ritiene che ci sia disinteresse, ma non ci può essere rassegnazione.

‘Carissimi sindaci ed assessori, sapete cosa significa lavorare con un ragazzo disabile grave o gravissimo? Sapete come si lavora per anni per raggiungere piccoli obiettivi ed arrivare a grandi risultati? Sicuramente non sapete cosa significa per un ragazzo autistico lasciarsi abbracciare e baciare da un operatore o esibirsi in pubblico, incoraggiare in questi ragazzi le piccole autonomie: mangiare da solo o in compagnia degli altri, lavarsi le mani o il viso ecc…, far ballare i ragazzi in carrozzina, per non parlare delle forti affinità tra utente ed operatore.

Vi siete mai posti il problema di venire a vedere come lavoriamo? Forse la vostra idea è quella che questi centri siano un parcheggio e di conseguenza uno vale l’altro. Non è così, c’è vità, c’è amore, sacrificio, affetto, speranza di… ottenere sempre di più…C’è famiglia, la stessa che avete lasciato morire!!!’

Va anche detto, in conclusione, per completezza di informazione che la politica spesso si trova costretta a mettere pezze alle difficoltà economiche e imprenditoriali da parte di molte cooperative che partecipano ai bandi, credono di sopportare budget troppo risicati, e poi non riescono a mandare avanti la baracca. Di certo, però non possono essere operatori e ragazzi a pagarne le conseguenze.



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