Ex compagna tenuta segregata in casa per nascondere le ferite sul volto. Condannato 25enne

Il giovane condannato 6 anni e 6 mesi avrebbe minacciato la ex, puntandole una pistola alla tempia, mentre si trovavano in macchina.

Arriva la condanna per un 25enne accusato di avere tenuto segregata in casa l’allora compagna, impedendole di uscire.
Al termine del processo, il collegio della prima sezione penale (presidente, Annalisa De Benedictis) ha inflitto la pena di 6 anni e 6 mesi di reclusione all’imputato. Rispondeva dei reati di sequestro di persona, maltrattamenti, lesioni, tentata violenza sessuale, detenzione e porto di arma comune da sparo.

Non solo, poiché il 25enne dell’hinterland di Lecce è stato condannato al risarcimento del danno in separata sede ed al pagamento di una provvisionale di 10mila euro in favore della ex compagna che si era costituita parte civile con l’avvocato Ester Nemola.

I giudici hanno disposto l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e in perpetuo da quelli attinenti alla tutela. Inoltre, l’interdizione legale e la sospensione della potestà genitoriale, per la durata della pena.

Una volta depositate le motivazioni della sentenza (entro novanta giorni) l’avvocato Mario Ingrosso, difensore dell’imputato, valuterà il ricorso in appello.

I fatti si sarebbero verificati tra luglio del 2017 e febbraio del 2021. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Giorgia Villa, il 25enne avrebbe ripetutamente picchiato la compagna con calci e pugni, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, arrivando a tenerla chiusa in casa per 40 giorni per evitare che venisse notato in pubblico il volto tumefatto della dona. Ed in una circostanza, l’avrebbe prima picchiata e avrebbe poi cercato di soffocarla con due cuscini, di fronte al suo rifiuto di avere un rapporto sessuale.

E nell’agosto del 2018, l’avrebbe minacciata, puntandole una pistola alla tempia, mentre si trovavano in macchina. Non solo, poiché per intimidirla avrebbe sparato un colpo di arma da fuoco, fuori dal finestrino.

Il 25enne venne arrestato nel febbraio del 2021, grazie all’intervento dei carabinieri, e condotto in carcere, dove si trova tuttora.

La donna, vittima di violenze, si è rivolta al Centro Antiviolenza Renata Fonte (presidente Maria Luisa Toto).