Spintoni, schiaffi e minacce di morte alla moglie. Condannato a oltre 2 anni 

I fatti ricostruiti dalla Procura si sarebbero verificati a partire dal 2020 e fino al mese di settembre del 2023.

Termina con la condanna, il processo con rito ordinario a carico di un uomo di mezza età di Galatina, accusato di aver minacciato di morte e picchiato la moglie per oltre tre anni.

La sentenza è stata emessa, nella giornata di oggi, dai giudici della prima sezione collegiale (presidente Fabrizio Malagnino) che hanno inflitto all’imputato la pena di 2 anni e 1 mese di reclusione, per il reato di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, che è tuttora attinto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento, è stato condannato anche al risarcimento del danno in separata sede in favore della vittima, che si era costituita parte civile con l’avvocato Antonio Palumbo.

L’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Pedone, potrà presentare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni della sentenza.

Il pm Luigi Mastroniani, al termine della requisitoria, aveva invocato la condanna a 3 anni e 9 mesi di reclusione. I fatti ricostruiti dalla Procura si sarebbero verificati a partire dal 2020 e fino al mese di settembre del 2023.

Le indagini

Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di polizia di Galatina, presero il via dalla denuncia della moglie dell’uomo. Venivano contestate una serie di offese e umiliazioni. E poi, secondo l’accusa, la donna veniva ripetutamente strattonata, schiaffeggiata, sbattuta sul divano, rimediando una serie di contusioni. Non solo, poiché in alcune circostanze l’uomo in preda a incontrollabili scatti d’ira la afferrava per il collo e la bloccava contro il muro.

E in alcune occasioni, il marito l’avrebbe minacciata di morte con frasi del tipo: “Ritieniti fortunata che non ho usato il coltello”. e ancora “Era meglio se ti avessi ucciso”

Come detto, a conclusione del processo di primo grado, è arrivata la condanna dell’uomo.