Nuova offensiva dello Stato contro i patrimoni illeciti nel Salento. La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha dato esecuzione, lo scorso 21 aprile, a un decreto di sequestro di beni nel comune di Ugento. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Lecce – Sezione Riesame e Misure di Prevenzione, nasce su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia.
Il valore complessivo del patrimonio sottratto alla disponibilità della criminalità organizzata ammonta a circa 500mila euro.
Il destinatario della misura è un uomo, già finito sotto i riflettori degli inquirenti il 15 novembre 2021 nell’ambito della vasta operazione denominata “Zeus”. Secondo le indagini condotte dai Carabinieri di Casarano, l’uomo non era un semplice gregario, bensì il capo e promotore di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
Il sodalizio criminale deteneva il monopolio assoluto dello spaccio nel territorio di Ugento, imponendo il proprio controllo anche attraverso l’uso di metodi brutali per garantire il raggiungimento degli obiettivi economici del clan.
Il sequestro rappresenta il culmine di una meticolosa indagine patrimoniale condotta dalla Dia. Gli accertamenti hanno evidenziato una netta sproporzione tra la capacità reddituale dichiarata dall’uomo e il reale tenore di vita, oltre all’ingente valore dei beni a lui riconducibili, molti dei quali fittiziamente intestati a congiunti per eludere i controlli.
Nello specifico, i sigilli sono stati apposti su unavilla di pregio con piscina; un locale adibito a deposito; due terreni agricoli e cinque cavalli.
L’operazione si inserisce nella più ampia strategia istituzionale volta all’aggressione dei patrimoni illeciti. L’obiettivo è duplice: privare le organizzazioni criminali delle risorse necessarie per autofinanziarsi e restituire legalità al tessuto economico nazionale, proteggendo il mercato da infiltrazioni delinquenziali.
Il sequestro odierno è finalizzato alla successiva confisca, che permetterebbe allo Stato di acquisire definitivamente i beni sottratti alla mafia locale.