Focolaio nel reparto di Oncologia del Vito Fazzi di Lecce, Codici presenta un esposto in Procura

L’associazione Codici ha preparato un esposto per chiedere alla Procura di fare luce sul focolaio scoppiato nel reparto di Oncologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce

C’è preoccupazione per il focolaio scoppiato nel reparto di Oncologia dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove dodici pazienti – persone fragili e delicate che già stanno combattendo una battaglia difficile – sono risultati positivi al Covid19. «Un fatto gravissimo su cui è necessario fare luce», scrive in una nota Codici che ha preparato un esposto per chiedere alla Procura della Repubblica di indagare su quanto accaduto.

«Stiamo seguendo la vicenda – ha dichiarato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – perché sono mesi ormai che siamo attivi nel Salento, dove ci stiamo occupando dei contagi che si sono verificati all’interno di alcune Rsa e case di riposo, fornendo assistenza legale ai familiari degli anziani ospiti. Questa notizia che riguarda il Fazzi di Lecce, ovviamente, preoccupa e anche molto, perché parliamo di un ospedale, quindi di una struttura dove le misure di prevenzione dovrebbero essere massime».

«Come è possibile che 12 pazienti sono entrati in ospedale negativi e, una volta ricoverati, hanno contratto il virus?». È questa la  domanda, scritta nero su bianco, nell’esposto preparato dall’Associazione che, in questi mesi difficili di pandemia, ha teso una mano alle famiglie che hanno avuto bisogno di assistenza. In una nota “ufficiale” della Asl di via Miglietta che ha confermato le voci  che circolavano fin dalle prime ore del mattino, è riportato un sospetto: la velocità con cui il virus si è diffuso farebbe pensare alla variante inglese, ma l’ipotesi così come le iniziative intraprese per affrontare l’emergenza – il blocco dei ricoveri, i tamponi a tappeto, la sanificazione dei locali e il trasferimento dei pazienti positivi al Dea, dove saranno monitorati da una equipe di medici che potranno seguire passo-passo i pazienti – non è bastato a Codici che chiede chiarezza.

«Servono risposte chiare e certe, sulla gestione della prevenzione del contagio, anche alla luce delle nuove varianti in circolazione. Ci sono dei protocolli da seguire, sono stati rispettati? Questa è una delle domande riportate nel nostro esposto» si legge.

«Quanto accaduto ha suscitato grande apprensione – ha concluso Giacomelli – non solo tra i pazienti ed i loro parenti, ma anche tra la popolazione, che vede in un ospedale un posto sicuro dove recarsi. Anche per questo è fondamentale che venga fatta chiarezza su questo focolaio».



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