Ex avvocato di Ruffano a processo per maxi-truffa

Inizia il processo rinviato, però per l’ammissione delle prove al 12 maggio, che vede protagonista l’ex avvocato penalista di Ruffano, Alfredo Cardigliano, accusato di ‘truffa aggravata in concorso’ e ‘patrocinio infedele’.

Una presunta maxi-truffa a danno di malcapitati clienti, che vedrebbe nel ruolo di protagonista, l'ex-avvocato penalista 48enne di Ruffano, Alfredo Cardigliano che fu radiato dall'Ordine, nel novembre di due anni fa.

Si è tenuta quest'oggi la prima udienza del processo, rinviato per l'ammissione delle prove al 12 maggio, quando il Pubblico Ministero Paola Guglielmi chiederà il patteggiamento per evitare che pervengano per l'imputato, i termini di prescrizione del reato e in modo che, le circa quaranta vittime, per lo più anziani, raggirati secondo l'accusa da Cardigliano, ottengano almeno una minima parte di risarcimento.

Dinanzi al giudice monocratico Pasquale Sansonetti, nel corso del processo di primo grado, saranno naturalmente presenti, oltre ai difensori di Cardigliano, avvocati Angelo Pallara e Francesco Vergine, anche le parti civili, tra cui l’Ordine degli avvocati, rappresentato da Donato Mellone e le numerose persone offese, difese da Stefano Pati, Marcello Petrelli, Luigi Boselli, Filippo Centonze, Giuseppe Castelluzzo, Mascia Cavalera, Biagio Palamà, Sonia Santoro e Mariangela Treglia.

Alfredo Cardigliano fu rinviato a giudizio nel gennaio scorso, dal Gup Alessandra Ferraro con le accuse di "truffa aggravata in concorso" e "patrocinio infedele" così come richiesto dal pm Paola Guglielmi. L’indagine scattò grazie alle denunce delle parti interessate e residenti in gran parte nel Basso Salento. I raggiri sarebbero avvenuti, a partire dal 2010 e fino agli inizi del 2013, ma subito dopo l’arresto del penalista fioccarono altre denunce.

Secondo quanto accertato nelle indagini preliminari, Cardigliano per mettere in atto il reato di "truffa aggravata" avrebbe prospettato ai clienti dei pignoramenti immobiliari, che avrebbero comportato per essi, la vendita della casa o dell'azienda; il penalista, facendo leva su questa paura, sarebbe riuscito a sottrarre soldi ai suoi assistiti, con la giustificazione di dover consegnare il denaro al creditore o a chi aveva comunque la possibilità di sospendere l’esecuzione. Il reato di "patrocinio infedele", si sarebbe configurato, perché grazie a questa messa in scena, i clienti avrebbero dato il denaro a Cardigliano, immediatamente, tanto che egli avrebbe accumulato profitti per circa 500 mila euro.

Infine, Cardigliano è stato radiato dallAlbo degli avvocati nel novembre 2013, poiché Il consiglio dell’Ordine, dopo la discussione dell'accusa (rappresentata dal pubblico ministero Paola Guglielmi) e della difesa, ha emanato il proprio verdetto.



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