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Ferì con un coltello la figlia neonata? Giovane madre condannata a 4 anni e 4 mesi

by Angelo Centonze
7 Maggio 2023 8:22
in Cronaca
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Il Tribunale di Viale De Pietro

Il Tribunale di Viale De Pietro

Arriva la condanna per tentato infanticidio nei confronti della giovane madre che avrebbe ferito con un coltello la figlia neonata. 

La sentenza è stata emessa dalla prima sezione collegiale (presidente Fabrizio Malagnino, a latere Maddalena Torelli e Marco Marangio Mauro). I giudici hanno inflitto all’imputata la pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione. Ed hanno riqualificato il reato di tentato omicidio in quello di tentato infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale.

Non solo, poiché l’imputata è stata condannata per occultamento di cadavere. Infatti, secondo l’accusa, avrebbe in precedenza nascosto sotto il letto anche il cadavere del figlio neonato. I giudici hanno disposto nei suoi confronti anche l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.

Non solo, anche la confisca delle forbicette e del coltello.

Il collegio giudicante ha, inoltre, condannato la giovane madre al pagamento di una provvisionale di 50mila euro in favore della figlia che si era costituita parte civile con l’avvocato Daniela De Liguori (come curatore speciale). Non solo, ha disposto il risarcimento del danno in separata sede anche in favore dell’ormai ex compagno dell’imputata, il quale si era costituito parte civile con l’avvocato Roberto Rella.

Il processo si è celebrato in camera di consiglio con rito abbreviato (consente lo sconto di pena di un terzo) condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica.

Il pm Alessandro Prontera, al termine della requisitoria, ha invocato la condanna a 9 anni di reclusione per tentato omicidio e occultamento di cadavere.

La difesa dell’imputata, rappresentata dagli avvocati Anna Elisa Prete e Gianpaolo Potì, potrà presentare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni, entro 60 giorni. I legali hanno sostenuto la tesi dell’inattendibilità delle dichiarazioni del compagno, rese in fase d’indagine. Inoltre, hanno chiesto il riconoscimento per la donna del vizio parziale di mente, in relazione ai soprusi subiti tra le mura domestiche dal compagno, sulla scorta di una perizia psichiatrica effettuata dai consulenti tecnici di parte, lo psichiatra Elio Serra e la psicologa Silvia Olive. La richiesta di una perizia super-partes era stata avanzata dalla difesa dell’imputata già nel corso dell’udienza preliminare, ma era stata rigettata dal gup Angelo Zizzari. L’istanza è stata poi accolta dai giudici in composizione collegiale. Ed è stato ascoltato in aula, nella scorsa udienza, il consulente tecnico nominato dal tribunale. Nella perizia depositata nei giorni scorsi, lo psichiatra Massimo Marra, ha escluso un vizio di mente ed ha inoltre concluso per la capacità di partecipare al processo dell’imputata.

I fatti risalgono al 23 luglio del 2021 e si sarebbero verificati in un paese della Grecìa Salentina.

Alle prime luci dell’alba, la donna avrebbe dato alla luce la bimba, per poi recidere il cordone ombelicale con una forbice. E secondo l’accusa, avrebbe inflitto alla neonata tre tagli sul collo con un coltello. È stato il compagno a dare l’allarme, dopo avere trovato la donna distesa per terra in cucina. Poco distante (nel giardino), vi era il corpicino ferito della bambina, avvolto in un asciugamani.

Come emerso nel corso delle indagini, la donna avrebbe anche nascosto sotto il letto, il cadavere di un neonato che portava precedentemente in grembo. Dopo averlo dato alla luce, lo avrebbe avvolto in stracci di cotone e avrebbe messo il corpo in una valigia che riponeva in due sacchi di plastica. È stato il compagno a rinvenire i resti del corpicino, sotto il letto.

La donna venne raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal gip Alessandra Sermarini, su richiesta del pm Prontera che ha coordinato le indagini svolte dai carabinieri della Stazione di Martano e dai colleghi della Compagnia di Maglie.

Tags: condannatentato infanticidio
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