Presunti “furbetti del cartellino”: la Procura chiude l’inchiesta, indagate 17 persone

Gli episodi si sarebbero verificati tra marzo e luglio del 2016. Le cifre contestate oscillerebbero tra i 300 euro ed i 4mila euro.

Procura Generale Lecce

La Procura chiude l’inchiesta sui presunti “furbetti del cartellino” che portò anche alla sospensione di alcuni dipendenti comunali.

Il pm Maria Vallefuoco ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a 17 persone.

Si tratta dei funzionari comunali: Giovanna D’Arpe, 62enne leccese, in qualità di funzionario dell’Ufficio Servizi Necroscopici e Cimiteriali; Ivan Vernich, 61enne leccese, Coordinatore del servizio igiene sanità e randagismo del settore ambiente; Valentina Vernich, 38enne leccese, “distaccata” presso il settore demografico; Fulvio Secondo, 63 anni di Lizzanello, segretario con mansioni di coordinamento con le sedi distaccate del settore ambiente; Cristiano Mezzi, 46 anni di Lizzanello, addetto alla cura del settore Igiene e Sanità; Fortunato Buttazzo, 67 anni leccese, Istruttore amministrativo contabile presso il servizio demografico. E poi, Elisabetta Sanzò, 44 anni di Lizzanello, dipendente della Lupiae Servizi, distaccata presso il settore ambiente. Essi nel luglio scorso, vennero atti da un’ordinanza di misura cautelare interdettiva per un anno dai pubblici uffici, a firma del gip Alcide Maritati (annullata per Cristiano Mezzi).

Risultano indagati anche: Cristian Carpentieri, 43enne di Surbo, addetto alla redazione di atti amministrativi e segretario personale dell’Assessore all’Ambiente; Alessandro Cerfeda, 62enne leccese, istruttore amministrativo contabile presso il servizio demografico; Renato Brunetti, 44enne di Lequile, Direttore di Esecuzione del contratto di raccolta dei Rifiuti ; Cataldo Cannillo, 58 anni di Lecce, coordinatore del settore ed ispettore ambientale; Claudio Montinaro, 62 anni di Lecce, istruttore amministrativo contabile presso il servizio demografico; Damiana Renna, 44ene leccese e Patrizia Sole, 52 anni di Cavallino, impiegati della Lupiae Servizi; Luigi Donno, 63 anni di Cavallino; Eugenia Catanese, 65 anni di Galatina; Francesco Andriani, 58enne leccese, in qualità di impiegati presso il servizio demografico del Comune.

Sono assistiti dagli avvocati: Ladislao Massari, Alberto Paperi, Luigi e Roberto Rella, Francesco Spagnolo, Francesco Calabro. Gli indagati hanno 20 giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive.

Rispondono del reato continuato di truffa aggravata. Il solo Fulvio Secondo è accusato anche di peculato.

Gli episodi contestati 

 

Tanti gli episodi contestati ai presunti dipendenti assenteisti. Alcuni vennero “pizzicati” a fare compere presso esercizi commerciali; altri ad acquistare “gratta e vinci” o a giocare alle slot machine

I fatti si sarebbero verificati tra marzo e luglio del 2016. Le cifre oscillerebbero tra i 300 euro, fino agli oltre 4mila euro (in talune circostanze corrispondenti al valore dei buoni pasto).

Le ore di assenza, invece, sarebbero in certi casi “appena” 25; in altri, arriverebbero a quota 100.

I funzionari comunali indagati, sostiene la Procura, avrebbero “omesso di rilevare la propria assenza dal luogo di lavoro ovvero giusitificato la stessa attestando, contrariamente al vero, la sussistenza di motivi di servizio”. In che modo? “Non registrando le relative uscite sull’orologio marcatempo ovvero attestando falsamente mediante la digitazione di apposito codice, la loro inerenza all’attività lavorativa prestata”. In tal modo, si sarebbero garantiti “la percezione da parte della Pubblica Amministrazione di emolumenti retribuiti per prestazioni lavorative non effettuate”.

Invece, i dipendenti della Lupiae Servizi, avrebbero attestato, sostiene il pm “in più occasioni e contrariamente al vero, sull’apposito registro, la propria presenza sul luogo di lavoro in orari diversi o maggiori di quelli effettivi”.

Dopo l’interrogatorio di garanzia, vennero annullate le misure interdittive per: Renzo Bergamo, 48 anni di Villa Convento (Novoli), difeso dal legale Donato Mellone e Patrizia Corallo, 47 anni di Lecce, entrambi addetti alle pulizie degli uffici di Via Lombardia. Le due posizioni sono state stralciate dalla Procura che dovrebbe chiedere l’archiviazione.



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