Se avessero rubato ai ricchi, come faceva Robin Hood, lo avremmo capito. Sarebbe stato comunque un reato grave, un crimine ma lo avremmo capito e forse li potremmo anche perdonare. Ma questi innominabili ladri che hanno sottratto il furgone che trasporta il cibo per i poveri della Caritas, non li possiamo più considerare uomini come tutti gli altri.
Cari ladri di povertà, se siete anche voi in condizioni di miseria avete sbagliato a prendervela con quelli che stanno come voi, se invece siete solo dei ladri di professione, dei delinquenti, dei malviventi, dei malfattori, allora avete commesso un errore ancora più grande, e la vostra vita sarà destinata al disastro, statene certi.
C’è una sola strada ed una sola possibilità per salvarsi da un destino di condanna atroce e definitiva, restituire il furgone. Riportarlo indietro, senza nemmeno chiedere scusa, quella non serve. Serve invece l’autovettura con la quale ogni giorno decine di uomini e donne prestano servizio gratuito, dando sostentamento e speranza di vita quotidiana, a 30-40 persone in media.
Senza tetto, gente che vive di elemosina, persone che hanno perduto il lavoro, la famiglia, la dignità, l’amore, e che ritrovano ogni giorno un motivo valido per credere ancora di essere importanti per qualcuno. E lo sono davvero, questi poveri, poverissimi, che chiedono solo di mangiare, di lavarsi, di farsi una doccia, che non hanno né casa né niente, e che vengono accolti ogni giorno dai volontari della parrocchia di Santa Rosa, pronti ad organizzare ogni santo giorno pasti caldi, genuini e gustosi, per tante persone che diversamente morirebbero di fame.
Ecco, carissimi ladri di povertà, è a questi che avete rubato, e sono queste persone che chiederanno conto alla vostra anima. Restituite quel furgone, fatelo per voi.