Chiusa l’inchiesta ‘Dirty Slot’ su intimidazioni per il monopolio del gioco d’azzardo. I nomi dei 29 indagati

Nel gennaio scorso, venne smantellata una presunta associazione mafiosa dedita alla gestione illegale delle slot machines, nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto

La Procura chiude l’inchiesta relativa al blitz del gennaio scorso, con cui venne smantellata una presunta associazione mafiosa dedita alla gestione del gioco d’azzardo, nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. L’avviso di conclusione delle indagini è a firma del pm Carmen Ruggiero.

Risultano indagate 29 persone con le accuse di, a vario titolo ed in diversa misura: associazione per delinquere di tipo mafioso, frode informatica, esercizio di giochi d’azzardo ed esercizio abusivo di giochi e scommesse aggravati dal metodo mafioso, illecita concorrenza con minaccia o violenza e trasferimento fraudolento di valori.

Anzitutto, nell’avviso compaiono i nomi degli arrestati finiti in carcere: i fratelli Alberto Marra 51 anni e Massilimiliano Marra, 49, di Galatina, considerati a capo della consorteria criminale, dedita al sistematico ricorso a metodi intimidatori per imporre la propria posizione di monopolio nel settore delle slot machines; Gabriele Antonio De Paolis, 44 anni di Galatina, genero di Otello Luigi Coluccia e affiliato al clan dei Coluccia, che rappresentava gli interessi di quest’ultimi, nelle aziende gestite dai Marra. E i quattro ai domiciliari: Leonardo Costa 59 anni di Corigliano d’Otranto; Luigi Marra, 79 anni, padre dei due imprenditori, che si occupava della cassa di una società; Pamela Sabina Giannico, 46 anni di Galatina, impegnata nel settore amministrativo e contabile, gestendo i rapporti con le banche, con i prestanomi, con i dipendenti e con i clienti.

Ed ancora, uomini di fiducia, procacciatori di clienti e “scassettatori”, come: Andrea Bardoscia 39 anni di Galatina, Daniele Donno 27 anni di Corigliano d’Otranto, Stefano Greco 33 anni di Aradeo, Maurizio Zilli 37 anni di Galatina, che vennero sottoposti all’obbligo di firma giornaliera alla polizia giudiziaria.

Non solo, poiché risultano indagati anche: Felice Pasimeni, 46 anni di Mesagne, affiliato al clan di Sandro Campana; Lucio Riotti, 54enne di Carmiano, già condannato per associazione mafiosa, in un altro procedimento.

E ancora, Bruno Romano, 50 anni di GalatinaDaniele Puscio, 46 anni di Carmiano; Giuseppe Spagnolo, 56 anni di Galatina; Stefano Villani, 43 anni di Soleto, Paolo Baldari, 52 anni di Galatina; Luigi Cleopazzo, 41enne di Galatina; Ivan Corrado, 44 anni di Supersano; Elisa Cuppone, 42 anni di Gallipoli; Pompeo Alessandro D’Amilo, 28enne di Racale; Federica Immacolata Fiamma, 27 anni di Gallipoli; Caterina Fiore, 40 anni e Giovanni Fiore, 35enne, entrambi di Gallipoli; Roberto Gervasi, 27 anni di Corigliano d’Otranto; Antoni Vizzi, 52 anni di Galatina; Luigi Vizzi, 60 anni di Aradeo; Luigi Paternostro, originario di Torre del Greco.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati: Dimitry Conte, Donato Mellone, Francesco Vergine, Massimo Manfreda, Giuseppe Romano, Fabio Pellegrino, Donato Sabetta, Simona Ciardo, Giovanni Erroi, Carlo Martina, Stefano Prontera, Giovanni Colomba. Hanno venti giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive.