Inchiesta “Hydruntiade”, tre indagati restano ai domiciliari. Riesame rigetta il ricorso

I legali chiedevano l’annullamento dell’ordinanza per l’insussistenza delle esigenze cautelari. Una volta depositate le motivazioni potranno presentare ricorso in Cassazione.

Tre indagati coinvolti nell’inchiesta “Hydruntiade” che ha provocato un terremoto giudiziario ad Otranto, restano ai domiciliari.

Il Tribunale del Riesame (presidente e relatore Carlo Cazzella, a latere Antonio Gatto e Pia Verderosa), dopo la camera di consiglio, ha rigettato il ricorso dell’avvocato Roberto Sisto per l’imprenditore Raffaele De Santis, presidente di Federalberghi, agli arresti domiciliari dal 12 settembre scorso.

Stesso discorso per l’imprenditore Salvatore Giannetta (avvocati Luigi Corvaglia e Sergio Schito) e per Marco Maggio (avvocati Luigi Corvaglia ed Antonio Costantini), considerato un prestanome del sindaco Pierpaolo Cariddi.

I legali chiedevano l’annullamento dell’ordinanza, a firma del gip Cinzia Vergine, per l’insussistenza delle esigenze cautelari. Una volta depositate le motivazioni potranno presentare ricorso in Cassazione.

Invece, hanno già rinunciato al Riesame, l’imprenditore Luigi Bleve  (avvocati Luigi Rella e Rocco Vincenti) e Roberto Aloisio, istruttore dell’ufficio tecnico (avvocati Carlo Viva e Francesco Romano).

Il “sistema Cariddi”

Intanto è stato fissato l’interrogatorio con i pm per Pierpaolo Cariddi, sindaco dimissionario di Otranto (assistito dagli avvocati Gianluca D’Oria ed Alessandro Dello Russo) e Luciano Cariddi, “primo cittadino” fino al 2017 (difeso dagli avvocati Viola Messa e Michele Laforgia). Verranno sentiti il 19 ottobre in carcere e potranno fornire la loro versione dei fatti in merito alle contestazioni del procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone e del sostituto procuratore Giorgia Villa.

Nel corso delle indagini sarebbe emerso un “sistema Cariddi” per il rilascio di autorizzazioni e per affidamenti di lavori, in cambio del sostegno elettorale da parte di imprenditori amici.



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