Chiusa una maxi inchiesta con ben 38 indagati su un traffico di cocaina, dal Salento, con il coinvolgimento delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, fino al Belgio e all’Olanda. L’avviso di conclusione delle indagini preliminari porta la firma del pm Patrizia Ciccarese della Direzione distrettuale Antimafia.
Risultano indagati: Vincenzo Amato, 49enne di Scorrano; Landi Baci, 52enne, residente a Racale; Mirco Bove, 40enne di Copertino; Antonio Bruno, 35enne e Giuseppe Bruno, 73 anni, residenti a Torre Santa Susanna; Vincenzo Bruno, 44enne, residente a Lecce; Vito Cairo, 51enne e Gianluca Calabrese, 38enne entrambi di Copertino; Entela Cami, domiciliata a Taviano; Italo Caniglia, 59enne di Oria; Cosimo Carluccio, 51enne, residente a Torre Santa Susanna; Massimo Caroppo, 57enne, di Lecce; Antonio Cavallo, 45enne, residente a Erchie; Cristiano Cera, 34enne di Ugento; Benito Clemente, 46enne, di San Donaci; Tiziano Coccioli, 51enne, residente a Lecce; Pasquale Conte, 36enne, di Aradeo; Quintino Coronese, 42enne di Taviano; Luciana Diviggiano, 40enne residente a Lecce; Giulia Ferraro, 33enne di Gallipoli; Marco Franchini, 51enne di Lecce; Marco Francioso, 39enne di Casarano; Alduino Giannotta, 63enne, di Presicce-Acquarica; Danilo Rocco Giannotta, 35enne, residente in Olanda; Alberto Giordano, 50enne di Monteroni; Fabio Marzano, 56enne di Lecce; Andrea Mirra, 37enne di Copertino; Elio Orsini, 75enne di Oria; Lorenzo Perrone, 44 anni, residente a Taviano; Pierpaolo Pizzolante, 36enne di Presicce-Acquarica; Daniele Quarta, 36enne di Leverano; Fabio Reho, 55enne di Racale; Bruno Renna, 31enne di Alliste; Cristian Roi, 43enne, residente a Nardò; Serena Roi, 34enne di Copertino; Luca Tricarico, 42enne, residente a Taviano; Dritan Tukan, 53 anni, residente a Racale; Ivano Ungaro, 49 anni di Taviano.
L’inchiesta ha fatto luce su due associazioni finalizzate al narcotraffico di cocaina, proveniente dal Sudamerica, che faceva tappa in Belgio e Olanda, per poi essere smistata in Italia.
I fatti sarebbero avvenuti tra aprile 2019 e dicembre 2020. Il primo gruppo avrebbe avuto ai suoi vertici, Vincenzo Amato, il 49enne di Scorrano, latitante dal 2016 fino al giugno del 2022, quando venne catturato in Andalusia ed estradato e ancora Vincenzo Bruno, Tiziano Coccioli, Quintino Coronese. La droga, secondo l’accusa, veniva trasportata in pieno lockdown, utilizzando autocarri per generi alimentari, autorizzati a circolare.
Il secondo sodalizio sarebbe stato guidato da Alduino Giannotta con il sostegno, come organizzatori, di Gianluca Calabrese, Cristian Roi e Pierpaolo Pizzolante. La base logistica sarebbe stata un ristorante ad Amsterdam.
Invece, in una masseria di Torre Santa Susanna, nella disponibilità di Giuseppe Bruno e del figlio Antonio, il 15 maggio del 2019, i carabinieri sequestrarono 350mila euro. Per questa vicenda, i due indagati rispondono di riciclaggio.
Le attività di confezionamento dello stupefacente sarebbero avvenute, tra le basi, in un villaggio turistico a Manduria.
Il collegio difensivo
Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Simone Viva, Mario Blandolino, Federico Martella, Cosimo D’Agostino, Arcangelo Corvaglia.