Presunta corruzione, indagato un magistrato. Al via le perquisizioni della Guardia di Finanza

L’inchiesta, allo stato embrionale, coinvolge anche un imprenditore e un geometra e contesta l’accusa tutta da verificare, di corruzione impropria in atti giudiziari 

C’è un’altra inchiesta su un giudice leccese, dopo quella che ha coinvolto il magistrato Pietro Errede.
La Procura di Potenza ha iscritto nel registro degli indagati, l’ex presidente nella sezione commerciale e fallimentare, Alessandro Silvestrini, 67 anni leccese.
Nei giorni scorsi, la Guardia di Finanza di Gallipoli, su delega del procuratore capo Francesco Curcio, ha eseguito una serie di perquisizioni e sequestri di dispositivi informatici. Non solo in casa di Silvestrini, ma anche di altri due indagati. Si tratta del geometra Antonio Fasiello, 68enne residente a Vernole e di un imprenditore di Surbo, Eusebio Mariano, 51enne.
Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Leonardo Pace, Giuseppe Della Torre e Giancarlo Raco.
L’inchiesta allo stato embrionale, contesta l’accusa tutta da verificare, di corruzione impropria in atti giudiziari.
I finanzieri hanno acquisito materiale di cui è stata fatta copia e che è già stato restituito agli indagati. In base a quanto si apprende, le indagini riguardano una procedura della sezione fallimentare. E si fa riferimento ad un presunto “dono” indirizzato al magistrato Silvestrini. Nello specifico, si tratterebbe di un vassoio di prodotti ittici contenente anche una cernia di quattro chili. Secondo l’ipotesi accusatoria, Fasiello avrebbe avuto la funzione di intermediario. E in un caso, il giudice Silvestrini, tramite l’interessamento del geometra, avrebbe compiuto un atto d’ufficio a vantaggio dell’imprenditore Mariano, ottenendo il summenzionato pesce.
Il fascicolo d’indagine  è stato aperto dopo la trasmissione degli atti da parte della Procura di Lecce a quella di Potenza, competente sui magistrati del distretto di Brindisi, Lecce e Taranto.
Al momento l’inchiesta non ha alcun collegamento con quella che coinvolge l’altro magistrato della Sezione Fallimentare, Pietro Errede, che ipotizza il condizionamento nella nomina di consulenti e una serie di favori e regali (come una collana tennis).

La nota del giudice Silvestrini

In merito alla notizia, il giudici Silvestrini che ha già chiesto di essere interrogato dalla Procura di Potenza, afferma in una nota: «Ho appreso da qualche giorno di essere indagato per corruzione impropria in atti giudiziari. Secondo la Procura di Potenza, a cui gli atti sono stati trasmessi il 9.9.2021 da un sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, un geometra, che è mio amico e vicino di casa da circa quaranta anni e che ha lavorato nello stesso ufficio di mia moglie per circa dieci anni, mi avrebbe regalato un pesce, per sollecitare il compimento da parte mia di atti assolutamente dovuti e non discrezionali».
Tutti gli atti della procedura – aggiunge il magistrato – sono regolarissimi e gli atti per i quali è stata formulata la contestazione consistono nell’autorizzazione del curatore a comparire davanti al notaio per trasferire l’immobile a chi se lo era aggiudicato partecipando ad una gara telematica e nell’autorizzazione a cancellare i gravami relativi all’immobile da trasferire. Si tratta di atti non soltanto dovuti, ma addirittura scontati, che il giudice deve necessariamente emettere, per non incorrere in omissione di atti di ufficio».
Peraltro – continua  – dal rapporto degli organi di Pg risulta che, a dispetto del presunto regalo del pesce (che non ricordo di aver mai ricevuto), io non adottai tali atti, per cui a distanza di circa dieci giorni il cancelliere fu costretto a portare sulla mia scrivania in ufficio la pratica in questione, affinché io finalmente la prendessi in considerazione».
E conclude: «Dimostrerò certamente l’assurdità di tale impostazione accusatoria ed ho già chiesto alla Procura di Potenza di essere immediatamente interrogato. Nel frattempo, l’indagine ed il conseguente strepitus (per l’ennesima volta non si comprende chi abbia divulgato la notizia: gli organi di PG che mi hanno notificato l’atto – da me interpellati – hanno dichiarato che la Procura di Potenza non ne ha autorizzato la divulgazione) mi hanno già arrecato un grave pregiudizio: quello di ritardare ulteriormente la decisione del Csm sulla nomina del presidente del Tribunale di Lecce».



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