Lettere alle persone care e dialoghi con i personaggi dei fumetti. Gli altri scritti di De Marco in carcere

C’è tutto questo nel vasto materiale rinvenuto nella cella del carcere ad Antonio De Marco. Non solo, i pensieri riportati sui foglietti sequestrati dalla direzione penitenziaria.

Pensieri di vendetta e di morte annotati sui fogli. A volte fatti a pezzi e buttati nel cestino. Ed anche lettere indirizzate a personaggi di fantasia tratti dai fumetti manga oppure a familiari ed amiche. E poi disegni, schizzi, schemi e frasi rivolte a se stesso, in cui si interroga sui motivi che lo hanno spinto al duplice omicidio.

C’è tutto questo nel vasto materiale rinvenuto nella cella del carcere ad Antonio De Marco. Non solo, i venticinque foglietti sequestrati dalla direzione penitenziaria.

In un foglio fatto a pezzi e poi ricostruito dagli agenti della polizia penitenziaria, il giovane di Casarano parla di se stesso dicendo: “fino a quando non riuscirò a capire finalmente chi sono, non avrò nemmeno una vera empatia”. E si pone la domanda: “perché non sono mai stato amato? Perché gli altri sono stati amati ed io no?… Quanto odio la mia vita” .

C’è poi la lettera indirizzata alla compagna del corso di scienze infermieristiche, in cui De Marco dice: “Non vi avrei fatto del male. L’Antonio che andava in crisi, che scherzava, si deprimeva e piangeva con te era vero, non era una maschera.” Ed a questa lettera, l’amica risponde: “Per quel che vale, sappi che ti voglio bene….non ti giudico, nemmeno ti perdono, perché non spetta a me.”

Non solo, poiché, dall’analisi dei dispostivi informatici, è emersa un’altra lettera di De Marco scritta prima dell’arresto per il duplice omicidio, indirizzata alla madre, in cui rivolgendosi a tutti i suoi cari, diceva: “NON LASCIATEVI ANDARE!!!NON FATE QUELLO CHE HO FATTO IO”.

E poi c’è la lettera di fantasia indirizzata a Re Emdimyon (un altro personaggio ricorrente nei fumetti manga) , in cui il 22enne afferma: “Non ho mai sopportato l’idea di farlo, ma sono costretto ad ammettere che avevi ragione tu…è vero nella vita accadono degli eventi che cambiano le persone e anche io sto cambiando ….di nuovo. Hai visto che che alla fine ci siamo riusciti?”.

Ed infine una riflessione su di un improbabile futuro fuori dal carcere: “Che cosa cambierebbe se uscissi di prigione domani stesso? Alle volte mi chiedo se riuscirei a cambiare oppure se alla fine farei sempre gli stessi sbagli …ci sono delle cose che farei meglio? In questo momento mi manca l’affetto di qualcuno, non non di qualcuno ma di qualcuna” .

Non solo, poiché sono stati ritrovati numerosi schizzi e disegni. Tra cui, quello che rappresenta un corpo umano, con una significato specifico attribuito agli organi vitali. E un altro che lo ritrae, nelle vesti di un ergstolano dietro le sbarre.

 



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